Schivardi Jennifer – Tra i 25 nuovi cavalieri del lavoro che hanno ricevuto il titolo lunedì 30 maggio dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella c’è Giacomo Gnutti.
Nato nel 1953 da una famiglia originaria di Lumezzane, oggi è presidente della Franco Gnutti Holding (FGH), fondata dal padre cavaliere del lavoro Franco Gnutti nel 1970, che opera in settori diversificati: la metallurgia non ferrosa (Service Metal Company), la sicurezza, la vigilanza e il trasporto valori (Gruppo Fidelitas), il turistico sportivo (Golf Bogliaco) società delle quali è presidente e il settore turistico-termale (Terme di Sirmione, di cui è vice presidente e amministratore delegato).
Ha ottenuto il titolo anche il bresciano Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cassa Depositi e Prestiti.
IL PUNTO DI APPROFONDIMENTO
Il Cavaliere del lavoro
L’ordine al merito del lavoro è un’onorificenza italiana istituita sotto il regno di Vittorio Emanuele III e, successivamente, ereditata dal nuovo ordinamento repubblicano. È destinato ai cittadini italiani, anche residenti all’estero, che si siano resi singolarmente benemeriti, distinguendosi nell’agricoltura, nell’industria, nel commercio, nell’artigianato, nell’attività creditizia e assicurativa.
A capo dell’ordine c’è il presidente della Repubblica, retto da un consiglio presieduto dal ministro dello sviluppo economico.
L’onorificenza deriva dal regio decreto 1º maggio 1898, n. 195, con il quale il re Umberto I istituì una Decorazione del merito agrario ed industriale per gli imprenditori agricoli e industriali e una medaglia d’onore per i loro dipendenti.
L’Ordine cavalleresco al merito agrario, industriale e commerciale nacque invece con il R.D. 9 maggio 1901, n. 168, per volere del re Vittorio Emanuele III, su proposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli, nella sua qualità di ministro ad interim per l’Agricoltura, l’Industria e il Commercio. L’onorificenza poteva essere conferita anche ai dipendenti operai.
La costituzione dell’ordine fu aggiornata nel 1911 senza variarne sostanzialmente l’impostazione e nel 1921 mutandone ufficialmente la denominazione in Ordine al merito del lavoro. Il R.D. 30 dicembre 1923, n. 3031, restrinse l’accesso all’ordine ai soli imprenditori e nel frattempo il R.D. 30 dicembre 1923, n. 3167, istituì per i lavoratori la Stella al merito del lavoro.
La decorazione per il titolo di cavaliere consiste in una croce greca d’oro piena, smaltata di verde, caricata di uno scudetto di forma tonda, il quale da un lato presenta l’emblema della Repubblica Italiana e dall’altro la dicitura: Al merito del lavoro – 1901». L’attuale emblema della Repubblica ha sostituito le lettere sovrapposte “VE”, che in epoca monarchica rappresentavano la sigla del re Vittorio Emanuele, sovrano fondatore dell’ordine. La croce si appende sul lato sinistro del petto, sorretta da un nastro listato di una banda color rosso fra due bande verdi. Il nastro può essere portato senza la decorazione.
I requisiti per ottenere le decorazioni sono: aver tenuto una specchiata condotta civile e sociale; aver operato nel settore per il quale la decorazione è proposta in via continuativa e per almeno vent’anni con autonoma responsabilità; aver adempiuto agli obblighi tributari ed aver soddisfatto ogni obbligo previdenziale e assistenziale a favore dei lavoratori; non aver svolto né in Italia, né all’estero attività economiche e commerciali lesive dell’economia nazionale.
Per mantenere alto il prestigio dell’Ordine, inizialmente fu stabilito che le nomine non dovessero superare il numero di 80 per ogni anno. I cavalieri di prima nomina, relativi all’anno 1901, vennero proclamati il 6 marzo 1902 e furono solamente 6: Vincenzo Boero, Emidio Mele, Pietro Milesi, Anselmo Oldrini, Giuseppe Savattiere e Antonio Tosi, ma dal 1901 al 2020 sono stati nominati 2922 cavalieri.


