Nuovo piano per lo spegnimento degli incendi in Val Trompia: Lumezzane zona strategica

Nuovo piano per lo spegnimento degli incendi in Val Trompia: Lumezzane zona strategica

Lo scorso mese di maggio si è ufficialmente chiuso il periodo ad alto rischio di incendio boschivo che ha interessato la nostra regione per diversi mesi invernali e primaverili. Un primo grande ringraziamento è stato fatto dall’assessore regionale Territorio e Protezione Civile, Pietro Foroni, a tutti i volontari regionali AlB impiegati, insieme ai Vigili del Fuoco, Corpo Forestale e tutti gli operatori di Protezione Civile. Anche in Val Trompia stanno arrivando importanti novità per la prevenzione che avranno come punto fondamentale anche la nostra Lumezzane.

Nell’anno 2022 i responsabili antincendio della valle sono dovuti intervenire tempestivamente in moltissime occasioni. Purtroppo la causa scatenante degli eventi non è quasi mai stata l’assenza di pioggia, come si potrebbe pensare data la scarsità di precipitazioni nella prima metà dell’anno, ma le fiamme hanno spesso avuto origine dall’attività di piromani di difficile identificazione.

La zona più colpita è stata quella dell’Alta Val Trompia: 250 ettari bruciati tra Collio e Pezzaze. Meglio verso sud dove diversi fenomeni hanno contraddistinto Nave, Concesio e Caino. Quando non è la natura a provocare gli incendi è difficile per i responsabili del territorio impiegare adeguati mezzi di prevenzione. La soluzione più efficace, dunque, è quella di potenziare le risorse a disposizione per placare il più velocemente possibile le fiamme.

Proprio per questo la Comunità Montana si è impegnata a realizzare nuovi bacini d’acqua e piazzole di atterraggio per poter accedere in maniera più agevole ed efficace al rifornimento degli elicotteri di emergenza. Le nuove postazioni di atterraggio, per le quali i lavori sono già partiti, trovano sede a Lumezzane, Polaveno, Pezzaze. I bacini idrici, invece, saranno posizionati al Passo del Cavallo, Lumezzane, e al Colle di San Zeno, Pezzaze. La spesa di 220mila euro è in parte finanziata con le risorse del Piano Regionale di sviluppo rurale. Il costo restante è coperto dai Comuni.