Maxi murale di Vera Bugatti

Maxi murale di Vera Bugatti

L’ 8 settembre 2021 il Rotary Club Brescia Veronica Gambara ha fatto visita all’opera Tempus Edax Rerum, murale di Vera Bugatti a Botticino. Questo, sito in piazzale della Cava Menga Bassa in concessione all’azienda Lombarda Marmi, è conosciuto anche come murale Gandhi perché tra i soggetti principali spicca l’attivista indiano promotore della non-violenza.

L’opera grande circa 30 metri ha come sfondo pareti grezze di marmo Botticino Classico. Il pregiato materiale, molto amato dagli scultori, questa volta si fa tela e unisce una roccia tanto antica alle forme d’arte più contemporanee. Le dimensioni del progetto servono a rendere visibile la realizzazione e a condividerne i contenuti. L’idea è di un impatto positivo sull’ambiente e sull’ecosistema locale, nonché di riqualificazione del paesaggio della cava.

I temi sono molteplici a partire dal titolo: Tempus Edax Rerum. Questo tratto dalle parole delle metamorfosi di Ovidio significa il tempo che tutto divora, concetto insito nell’idea stessa di metamorfosi e nella filosofia del panta rei (tutto scorre) del filosofo greco Eraclito da cui il poeta latino trae ispirazione. Lo scorrere del tempo necessariamente trasforma l’uomo e le sue opere, indipendentemente dalla volontà di questo. La natura si riappropria di ciò che l’uomo ha trasformato e la ritorna ad uno stato grezzo.

Nell’intenzione dell’autrice è necessario una rilettura del rapporto uomo-natura. Quest’ultima infatti deve tornare prioritaria nella nostra lettura del concetto di tempo. E quale soggetto avrebbe potuto esprimerlo meglio di Gandhi: simbolo di cambiamento nella non-violenza, che abbracciava una filosofia di rispetto e diritto alla vita di ogni essere vivente. Il tempo continua inesorabilmente a riassestare l’equilibrio tra ciò che è umano e ciò che è naturale.

Un filo rosso unisce la figura di Gandhi a un cavatore maturo seduto su un blocco di marmo. Questo è simbolo del lavoro e dell’esperienza umana nonché un omaggio al paesaggio locale. Lui rappresenta la memoria e il ricordo, propriamente umane e tutte le generazioni che si sono susseguite, che hanno dedicato la loro vita a questa dura attività. Il suo vestiario semplice ci mostra la povertà e l’abnegazione per il lavoro.

All’estremità dell’opera, da entrambi i lati prende spazio la natura. Si fa immensa, colossale e mostruosa nell’immane albero sulla parete sinistra, visibile solo da un punto di vista laterale. Questa è la continuità dell’ambiente circostante e della natura che con il tempo tutto divora (come da titolo). La predisposizione dell’artista al mostruoso, nel senso di sorprendente, ha trovato sfogo in quest’ultimo elemento.

Molto profonda e riflessiva, Vera Bugatti è riuscita a colpire e creare un punto di riflessione a chi si ferma ed osserva il Maxi Murale che ha investito l’ambiente di nuova arte.