Dal 17 giugno 2021 i cantieri per la creazione del nuovo raccordo autostradale sono partiti. Anas ha consegnato i lavori a Slac che ha preso seriamente l’impegno e, in alcune zone, è ben visibile quale sarà il disegno della viabilità futura. Vista l’enorme mole del progetto, ovviamente, non possono mancare ritardi e imprevisti: tanto più in un periodo di difficoltà come quello che stiamo vivendo.
Il futuro raccordo autostradale ha in programma parecchi lavori: tra cui una galleria. Tutte queste manovre sono state fatte anche per evitare passaggi nei centri abitati. Nonostante l’altisonante nome, la strada avrà solo due corsie, una per senso di marcia e non sarà previsto alcun pedaggio. Le zone interessate dai lavori sono quattro: san Vigilio, Codolazza, Sarezzo e la Valgobbia. Come avevamo già detto, i primi problemi si sono riscontrati per la bonifica di aree nelle quali erano state rilevate ingenti fonti di inquinamento.
A san Vigilio è stata realizzata la bonifica preparatoria ai lavori. A Codolazza, dove le operazioni erano già state effettuate, si sta preparando un nuovo letto per il torrente Carcina e il trasloco dell’antico acquedotto romano. Per un tratto è stato necessario interrompere la pista ciclabile per la realizzazione di alcuni pilastri su viadotti del Mella. Anche in Valgobbia, in località Termine, si sta operando un disboscamento per poter creare spazio al cantiere.
I problemi più rilevanti sono nella zona di Sarezzo: qui l’inquinamento e la relativa bonifica stanno rallentando le operazioni. Anas e Slac, in questo frangente, stanno ragionando insieme sulle possibilità e sui tempi necessari alla pulitura dell’intera zona. Gli scavi, quasi certamente, non partiranno che tra un anno. L’opera, ricordiamo, deve essere completata entro il giugno del 2025.


