Alessia Frassine – “Ai bulli che oggi dopo la scuola hanno picchiato e mandato al pronto soccorso mio figlio, dico solo che non dovevate farlo. I miei figli e i miei cari per me sono tutto e vi assicuro che con non la passerete liscia. Vi sentivate forti in 6/7 contro uno? Io vi cercherò e vi troverò”.
Tutto ha avuto inizio con questo post pubblicato su Facebook. Un post che ha attirato l’attenzione dell’intera comunità e addirittura quella del sindaco Josehf Facchini il quale, tramite un commento, ha evidenziato l’interesse e la rilevanza della vicenda chiedendo però di mantenere la calma.
A scriverlo è stato il padre di un ragazzo vittima di bullismo. Indubbiamente un gesto dettato dalla rabbia. Rabbia per aver visto soffrire il dono più preziosa che la vita può offrirti: un figlio. Una rabbia immensa che come un fuoco ha incendiato l’animo del genitore. Passato qualche minuto poi, quell’emozione così istintiva si è alleviata e ha consentito al padre di ragionare in modo consono sull’accaduto. Il post è stato dunque cancellato e sostituzione dalla via più diplomatica e ragionevole: la denuncia ai carabinieri. Il padre ha dunque deciso di agire senza compiere lo stesso triste e sbagliato gioco dei bulli.
Da questo momento la vicenda ha avuto un’importante evoluzione portando all’identificazione dei ragazzi che ora si trovano agli arresti domiciliari. Questo è solo uno dei tanti episodi violenti che hanno colpito il nostro paese. Tra i principali: minacce, furti, richieste di denaro e botte date a gratis.
Fino ad ora nessuno aveva avuto il coraggio di denunciare le vicende in modo ufficiale. Causa primaria la paura di mettere ulteriormente a rischio i propri figli. Ma finalmente il padre della vittima ha scelto la via più matura ed efficace, fermando per il momento la banda e i suoi componenti (tra i quali 3 minorenni).


