“Il principio più grande” di Edoardo Teotti

“Il principio più grande” di Edoardo Teotti

Edoardo Teotti è uno scrittore 47enne che, da più di 25 anni, lavora presso le scuole del nostro territorio. Nei suoi scritti l’amore e l’onestà costituiscono, da sempre, la base di tutto e il fine ultimo. 

“Il principio più grande”,la sua recente realizzazione edita da BookSprint edizioni, racconta le vicende umane di un ragazzo di nome Simone, convinto di poter vivere una vita tranquilla tra gli affetti familiari e le amicizie sincere, in un contesto che “sente suo”. Quando il mondo gli crolla addosso, e inizia a comprendere che la vita è fatta di alti e bassi, fugge e si inoltra in un mondo molto diverso dai suoi ideali, dove il rapporto con gli altri è bollato dal preconcetto ed è falsato da ipocrisia e bugie. Scopre che i suoi pensieri non sono spesso quelli degli altri, che dire la verità è tanto difficile perché la società contemporanea si basa sull’apparenza esteriore e sulle menzogne. Egli purtroppo tenderà a lasciarsi andare, opponendosi come meglio può ad una condizione che non aveva mai previsto di poter vivere. Far coincidere buoni valori con una vita dissoluta non è facile. Tuttavia c’è un principio che non potrà dimenticare che lo ha marchiato nell’animo fin dall’inizio della sua esistenza: quello dell’amore che stravolgerà nuovamente le sue condizioni umane.

Di seguito riportata parte dell’intervista pubblicata sul blog del sito di booksprint:

  1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono nato e cresciuto in una valle della provincia di Brescia, tipica zona ad alta concentrazione industriale e manifatturiera. Sono maturato in un ambiente familiare nel quale i valori e l’impegno sono sempre stati la base. La voglia di fare e trasmettere mi hanno sempre dato modo di mettermi in gioco, prima nello studio, frequentando la maturità tecnica commerciale, poi nel lavoro, dopo la laurea in Scienze Religiose. 

  1. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Consiglierei di accostarsi alla lettura dei classici, come “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni o “I Malavoglia”di Giovanni Verga. La trasmissione dei valori storici penso siano importanti per i giovani d’oggi, in lotta per la sopravvivenza in una società contemporanea che non li riconosce o vuole plasmarli senza cognizione di causa. 

  1. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?

Direi che questo avvicinamento alla condizione digitale del libro sia positivo, in quanto a praticità e sviluppo delle nuove tecnologie a disposizione dell’uomo. In più, permette la diminuzione dello spreco delle risorse della natura. Come nostalgico del passato però mi dispiace perché ritengo che leggere un libro voglia dire anche poterlo toccare, sfogliare, persino “annusare” per godere appieno dell’esperienza. 

  1. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

Penso sia un amore ponderato, che nasce dal momento in cui un individuo impara a leggere e scrivere e sviluppa una propria idea di accostamento letterario. Ritengo che, con il passare del tempo e dell’impegno, questo amore si possa sviluppare, grazie anche alla lettura o condivisione di altre esperienze.

  1. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

La scelta è nata quasi per caso, sviluppando un’idea che è partita fin dall’adolescenza. Il libro è un progetto che si realizza pian piano nella mente e che prende forma fino alla sua conformazione scritta.

  1. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Vorrei invitarlo a pensare ad un mondo pieno di coscienza, nel quale le persone possono vivere e costruire una vita reale all’insegna di quei valori narrati nel testo. 

  1. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Ricordo di aver iniziato a rendere scritte le mie impressioni alla fine di un periodo purtroppo negativo della mia vita, dopo aver sofferto di problemi psicologici personali che mi stavano portando verso la malattia depressiva legata all’anoressia. Nel rileggere quello che scrivevo, insieme all’amore della mia famiglia, sono stato aiutato a superare quel periodo oscuro e a ricostruire la mia vita nella fiducia di un futuro sempre migliore. 

  1. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

In verità fin dall’inizio non ho mai pensato di non portare a termine il libro. Non avevo idea però di quanto sarebbe stato voluminoso questo mio progetto, se si sarebbe tradotto in un racconto o un vero e proprio romanzo. 

  1. Il suo autore del passato preferito?

Ho diversi modelli ai quali trarre ispirazione, ma un autore che mi ha dato tanto è Giovanni Pascoli, che nella sua semplicità ha sempre rappresentato l’ideale dei valori umani, pur nelle grossissime difficoltà che ha esperimentato nella sua vita drammaticamente vissuta contro le avversità. 

  1. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non ho molte esperienze sugli audiolibri. Certamente un buon ascolto di un ottimo libro narrato da un lettore esemplare può essere un’esperienza positiva.