Versi dialettali per riscoprire la memoria storica del fronte russo

Versi dialettali per riscoprire la memoria storica del fronte russo

Alfio Mosca — Qualche tempo fa si è tenuta una serata di poesia e riflessione presso la sede del gruppo Alpini San Sebastiano di Lumezzane, dove è stato presentato il libro di Marco GattiÖn dé v’el còntaro – Russia 1943“. L’evento è stato molto partecipato e ha offerto un’importante occasione di confronto e riflessione. Questa raccolta di 51 poesie in dialetto bresciano, tradotte anche in italiano, ha offerto un percorso intimo nella vita di un soldato durante la campagna di Russia, uno dei teatri più duri della Seconda Guerra Mondiale.

La presentazione del libro è stata condotta da Irene Distefano, con un’introduzione sui temi storici e culturali di contesto, mentre Tonino Zana ha affiancato l’autore nel dibattito per esplorare più a fondo le ispirazioni dietro le poesie. Le composizioni di Gatti delineano il cammino fisico ed emotivo di un soldato che, partendo dalla propria casa, affronta il viaggio, il combattimento, e il ritorno durante una guerra che ha lasciato ferite profonde.

Giuseppe Freddi, responsabile della sezione culturale del gruppo Alpino, ha sottolineato alle pagine del GDB come il libro rappresenti un’occasione per rivivere un importante capitolo della storia italiana, con una connessione diretta tra il lettore e le esperienze dei militari italiani. L’intento è promuovere una consapevolezza storica, utilizzando il dialetto come mezzo per avvicinare il pubblico alla realtà vissuta dai protagonisti di quegli eventi. Durante la serata, Franco Saleri ha dato voce ad alcuni versi, offrendo una lettura che ha saputo catturare l’autenticità delle esperienze narrate.

Attraverso le parole di Elena Alberti Nulli, che ha descritto questo percorso come un’esperienza di memoria empatica, la serata ha offerto spunti di riflessione sui costi umani della guerra, invitando i presenti a riflettere sulle tragedie personali vissute durante i conflitti. Questo evento è stato non solo un omaggio alla memoria storica ma anche un modo per sottolineare l’importanza della poesia come veicolo di coscienza collettiva.