Traguardi: Cristian Raggi sbarca su Mediaset

Traguardi: Cristian Raggi sbarca su Mediaset

da Sarezzo nasce un nuovo marchio nazionale

 

Ci sono diversi livelli di approccio a una notizia, e non è detto che l’enfasi della cronaca sia il più rilevante.

Cristian Raggi che definisce una partnership con le reti Mediaset potrebbe ridursi a uno “Wow” collettivo, allo stupore nell’individuare sulle reti nazionali quel giovane che da anni si distingue nei vari ambiti nei quali si è cimentato.

In realtà di un fuoco artificiale bisogna guardare soprattutto al fuoco, e meno all’aspetto artificiale. Perché l’applauso e la meraviglia che per decine di volte, in queste settimane, saranno reiterati incrociando Raggi alla televisione non può non essere anticipato da alcune riflessioni. Innanzi tutto il background che ha portato a una simile vetrina.

Un lavoro zelante, alacre, certo, consolidato negli anni, dove cresceva la stima delle personalità di spicco a livello internazionale che lo hanno notato e con le quali ha instaurato collaborazioni (si pensi solo a quella Ilian Rachov, noto per le sue creazioni con Versace), ma soprattutto un temperamento intuitivo, lungimirante, addirittura visionario, nel solco di quella lucida Follia di Erasmo da Rotterdam, tanto cara a quel Berlusconi al quale Raggi è stato legato e al quale ha dedicato il premio “Eccellenza Made in Italy” (ultimo riconoscimento nazionale “in ordine di arrivo”).

Madrina del tutto resta poi Valeria Marini, valchiria teutonica, ultima Diva Italiana, capace di resistere al tempo e alle mode, perché le ha sempre dettate più che avervi aderito.

Un traguardo che è un trampolino non solo per Cristian Raggi e la Raggi Lampadari Creation, ma che rappresenta anche un trampolino di speranza per l’imprenditoria e per i giovani, magari non in grado di raggiungere come Raggi milioni di persone e diventare un marchio italiano, ma comunque capaci di ritagliarsi un proprio antro di unicità.

Raggi, lo stilista della luce, è stato definito tra i più giovani, se non addirittura il più giovane imprenditore in grado di assurgere alla ribalta nazionale con il suo brand. Un talento personale indiscusso e indiscutibile, certo, ma anche la riprova di come non ci sia stagnazione o recessione che fermi quel genio italico in grado di proliferare quando dispone dell’humus adatto. E per Raggi questo terreno è chiaro: la famiglia, i valori in cui ha sempre creduto, unitamente a due componenti fondamentali e troppo poco valorizzate: da un lato il fare rete in modo sinergico, inclusivo e programmatico (non per nulla è fondatore e presidente del grande contenitore fucina di talenti e di progetti che è “Piazza Lombardia), dall’altro lato il tema della Bellezza, cui Raggi tiene particolarmente. La bellezza non solo come canone estetico, ma come metro di giudizio, come valore in grado di modellare decisioni e prospettive, la bellezza come istinto, la bellezza come baluardo e come movente, una bellezza di pensiero dalla quale poi promanano idee, estro, stile, creatività. E che non può che tramutarsi in una affermazione sempre più marcata.