Angelo Moscarda – Era già stato scritto nel 2016, ma il passaggio della gestione idrica della Val Trompia da ASVT (Azienda Servizi Val Trompia) a Acque Bresciane è sempre più vicino. Quest’ultima società, infatti, è stata creata 6 anni fa dalla provincia con l’intenzione di renderla unico gestore per tutto il territorio.
Le vecchie società con soci privati, come ASVT, o quelle del tutto private hanno la concessione fino alla scadenza degli accordi stipulati prima del 2016. Il 2023 segnerà il passaggio della gestione dei servizi triumplini ad Acque Bresciane.
Accanto a queste si aggiungeranno 21 comuni che oggi sono serviti da A2a Ciclo Idrico. Questo significa che, perché il primo gennaio si possa assistere al reale passaggio di mano, le società stanno già trattando per la gestione dei dipendenti e degli investimenti fatti perché il subentro possa concretizzarsi.
In tutto saranno 41 i nuovi comuni: la società in house andrà ad assicurarsi il 70% dell’intera gestione provinciale. Il valore di subentro che dovrà sborsare alle vecchie società sarà di circa 100 milioni: 60 ad A2A e 40 ad ASVT.
Ad oggi sono già stati istituiti ben 5 tavoli di trattativa: legale, tecnico, utenze-contratti, personale e investimenti (per non fermare i lavori in corso).
I comuni gestiti da ASVT non hanno fatto trasparire un tono preoccupato. Nel 2015 era stato stabilito un modello pubblico con partner privato che ora la provincia vorrebbe convertire completamente dando il controllo al pubblico Acque Bresciane. In una lettera spedita lo scorso 4 agosto i rappresentanti della valle hanno elogiato ASVT per la gestione del servizio e gli investimenti fatti negli ultimi anni.
È quasi ultimato il depuratore delle acque a Concesio, si sta lavorando alle fognature in Val Gobbia e alta Val Trompia. Il soggetto ha acne ricevuto 28 milioni dal PNRR che rischiano di diventare complicati da investire. La nota dolente, comunque, sarebbe il passaggio ad un gestore completamente pubblico e unico che limiterebbe la possibilità di accedere a investimenti. Questo vale tanto per ASVT quanto per A2A.
Alcuni sindaci hanno anche richiesto maggiore chiarezza sui progetti a livello provinciale: quale sia il reale obiettivo di questa mossa che delega di fatto quasi la totalità del servizio ad una società pubblica. I sindaci dei comuni gestiti da ASVT hanno chiesto anche una proroga al passaggio. È stato programmato un incontro per la fine del mese di agosto per chiarire le varie parti in questione.
Il cambiamento del progetto del 2015, però, era stato inserito nel programma elettorale del centrosinistra che ora guida la provincia. Per questo il presidente dell’ente provinciale, Samuele Alghisi, e quello dell’Ato, Aldo Boifava, hanno subito replicato alla lettera dei Comuni: bloccando qualunque possibile proroga. I firmatari hanno voluto rassicurare i primi cittadini mostrando come nei prossimi mesi si procederà a diversi tavoli di lavoro per gestire il subentro senza complicazioni e senza perdere gli investimenti già in atto. Si sono anche detti disponibili al dialogo per chiarire le posizioni in campo.
La Val Camonica, invece, si trova in uno stato intermedio, attendendo che la Corte Costituzionale decida sull’Ato camuno. Al momento il passaggio ad Acque Bresciane è stato congelato: in 20 comuni, dimostrando garanzie di sostenibilità, potranno predisporsi per l’autogestione.
A seguire l’elenco dei 41 Comuni che nel 2023 passeranno ad Acque Bresciane:
Val Trompia – Bovegno, Caino, Collio, Concesio, Gardone Valtrompia, Irma, Lodrino, Lumezzane, Marcheno, Marmentino, Pezzaze, Polaveno, Sarezzo, Tavernole, Villa Carcina.
Altri – Acquafredda, Alfianello, Bagnolo M., Bassano Br., Bedizzole, Bovezzo, Castenedolo, Collebeato, Fiesse, Gottolengo, Gussago, Isorella, Manerbio, Mazzano, Milzano, Nuvolera, Offlaga, Pralboino, Remedello, Roè Volciano, Roncadelle, San Gervasio Bresciano, San Zeno Naviglio, Seniga, Verolavecchia.


