Sguardo al futuro del consorzio Nostrano Valtrompia

Sguardo al futuro del consorzio Nostrano Valtrompia

Dopo la richiesta di modifica al disciplinare di produzione del nostrano Valtrompia, che può fregiarsi dell’etichetta DOP dal 2012, il consorzio continua il suo slancio verso il futuro e apre nuove misure che intendono favorire anche piccoli caseifici. 

Intanto, l’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi (ICQRF) dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha nuovamente concesso a CSQA Certificazioni la possibilità di attuare controlli per la Denominazione di origine protetta del formaggio valtrumplino.

L’importante ufficio nazionale, infatti, si occupa di:

  • prevenzione e repressione delle frodi nel commercio dei prodotti agroalimentari e dei mezzi tecnici di produzione per l’agricoltura;
  • vigilanza sulle produzioni di qualità registrata (DOP, IGP, Bio);
  • contrasto dell’irregolare commercializzazione dei prodotti agroalimentari introdotti da Stati membri o Paesi terzi e i fenomeni fraudolenti che generano situazioni di concorrenza sleale tra gli operatori e sanzioni per il corretto funzionamento degli accordi interprofessionali.

L’incidenza dei prodotti caseari per l’economia locale della valle, della provincia e di tutta la regione è già da tempo conosciuto. L’obiettivo, ora. è riuscire a raccogliere tutto il  potenziale produttivo che è presente nella zona e stimolare i piccoli produttori, che già operano con grande qualità, a conformarsi agli standard DOP e incrementare notevolmente il prestigio del loro prodotto.

 Pietro Bonato, Direttore Generale e AD di CSQA, ha ricordato a foodaffairs quanto la storia di questo formaggio sia radicata nella territori triumpline:

La nostra conferma quale Ente di controllo del Nostrano Valtrompia DOP è il risultato del lavoro svolto sul fronte della garanzia di questo prodotto dalla storia antica, testimoniata da fonti e documenti risalenti al 1500 che descrivono nel dettaglio le metodologie di allevamento e le usanze di caseificazione, pratiche spesso riunite in una sola figura, quella dell’allevatore/casaro che si tramandano di padre in figlio. Siamo felici di proseguire sul percorso intrapreso e della rinnovata fiducia nella nostra società sul fronte della valorizzazione di prodotti a denominazione di origine.

Valorizzare questo prodotto significa, dunque, dare valore economico, storico e culturale ad una tradizione che accompagna da cinquecento anni la vita delle persone che sono vissute nella Valle.