Procede la ripresa: buoni segnali con il punto di domanda materie prime

Procede la ripresa: buoni segnali con il punto di domanda materie prime

Coccoli Franco – Dopo l'”annus horribilis” della pandemia la Val Gobbia torna al 2019. Alcuni dei settori più attivi sono riusciti ad eguagliare l’esiguo bottino raccolto nel 2020 nei primi sette mesi del 2021, dimostrando che la ripresa è reale.

Le piccole-medie imprese, che da sempre sono la voce più importante nelle nostre zone, stanno beneficiando della grande mole di lavoro a cui è sottoposto il settore edilizio. Infatti l’idraulica e ambiti affini sono tra le note più liete di questa prima metà del anno in corso.

Positivi quindi i pensieri e le aspettative di molti imprenditori per i prossimi mesi, sperando che la situazione si consolidi e possa man mano portare la parola “COVID” nel dizionario dei ricordi. Note liete e dati che non mancano di trovare conferme autorevoli come nelle parole della Confartigianato locale. Non una sola questione di numeri che, come facilmente si sarebbe potuto prevedere, sono in aumento. La ripresa è anche morale e psicologica. 

Non è però tutto oro quel che luccica. I settori più colpiti, come la ristorazione, stanno vivendo una ripresa più lenta ma costante che potrebbe giovare anche alle nostre industrie di posateria.

Capitolo differente per quanto riguarda le materie prime. L’anno scorso non ha permesso il regolare svolgimento di estrazioni e produzione che unito alla nuova ripresa ha portato ad una naturale scarsezza e ad un aumento dei prezzi. L’edilizia e l’energia i settori più colpiti. Se nel primo caso il problema causerà ritardi ed aumento dei costi nel secondo caso rischia di compromettere la competitività delle aziende.

Molti imprenditori infatti rinnovano i contratti energetici di mese in mese, sperando in un abbassamento generale del costo di produzione. Chi è riuscito ad ottenere un buon contratto prima di questi problemi si registra più competitivo sul mercato.