Più poveri quindi più Caritas

Più poveri quindi più Caritas

Angelo Moscarda – L’anno 2020 è stato terribile per tutti gli italiani e per tutto il mondo. I costi delle conseguenze economiche della pandemia sono incalcolabili se uniti ai danni sociali e psicologici. Come sempre accade coloro che hanno pagato a caro prezzo questo dramma sono i più deboli e i più poveri. Oggi, a due anni di distanza, ci trasciniamo il dramma causato dagli ultimi anni al quale è andata ad aggiungersi la follia della guerra.

A Lumezzane la Caritas, in stretta collaborazione con l’unità pastorale, si è nuovamente messa in gioco per combattere a fianco degli ultimi. Per i “nuovi poveri” che la pandemia ha condotto nel disagio e i “vecchi poveri”  appesantiti dai nuovi problemi è aumentato il sostegno da parte dei 90 volontari attivi.

La necessità di reinventarsi (come il sostegno agli anziani e l’impossibilità di colloqui in presenza) non ha spaventato: 720 le ore di colloqui al telefono. Ma anche sportello badanti attivo, 4068 spese per un totale di 4.800 ore di volontariato a servizio del prossimo. Le borse spesa erogate sono state 5.548: una notevole crescita rispetto al 2020. Oltre alle 120 famiglie settimanali che in media sono state a carico della Caritas quest’anno vanno aggiunti i profughi ucraini.

L’aumento dei costi è stato affiancato da un aumento della generosità grazie al successo di iniziative come “Natale in scatola”. Nell’ultimo anno sono stati parecchi i sostegni statali legati all’emergenza COVID ma la Caritas ha dato ben più che una mano. Importante anche Spalla a spalla: nuovo sportello d’ascolto che lo scorso anno si è fatto carico di 239 famiglie e ha occupato 380 ore di volontariato.