Alessia Frassine – Abbiamo avuto il piacere di intervistare Beniamino Bazzoli, vincitore del premio “Miglior Panettone al Mondo 2020” per la categoria “Panettone Classico” nella gara indetta dalla Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria (FIPGC).
Bazzoli è titolare di “Forneria Dolcezze Quotidiane”, situata nel nostro comune di Lumezzane, e di “Pasticceria Bazzoli – Linea Pane Srl” a Odolo (Bs) dove vive con la sua famiglia. È inoltre membro del “Richemont Club Italia”, un’organizzazione internazionale che opera nel settore della pianificazione e della pasticceria e svolge corsi in tutta Italia e all’estero.
Buongiorno Sig. Bazzoli, quando è nata la sua passione?
“Molto tempo fa, l’anno prossimo festeggiamo i 29 anni di attività”
Si aspettava di vincere questo premio?
“A dire la verità l’anno scorso ci sono andato vicino vincendo la medaglia d’argento e quest’anno ci speravo”.
È stato difficile?
“Tante volte mi chiamano come giudice ai concorsi; ho recentemente partecipato come tale alla Coppa del Mondo organizzata dai pasticceri del Canton Ticino. Questo per dire che serve a entrare nell’ottica della competizione preparandoti poi in base al livello molto alto della gara. Ci vuole però anche un po’ di fortuna poiché la selezione si è ristretta molto in questi ultimi anni”.
Quali sono le caratteristiche di un panettone così unico?
“Bisogna capire se il lievito naturale ha lavorato bene. La firma del lievito madre è un alveolo lucente, leggermente ovale e allungato verso l’alto; la mollica deve essere a specchio. Se invece fosse fatto con il lievito di birra gli alveoli sarebbero più tondi, più fitti e più piccoli”.
Questa vittoria è solo merito suo o anche dello staff?
“Condivido sempre il laboratorio con il mio staff e insieme prendiamo decisioni sulle tematiche principali. Se io riesco ad insegnare nei corsi che tengo in tutta Italia è solo grazie all’aiuto e il supporto di gente preparata che si occupa del panificio, quindi è anche merito loro”.
Chi sono stati i suoi maestri?
“Ho fatto diversi corsi in passato, ma alla fine il mio maestro è l’aver buttato tanta pasta e fatto tanti errori grazie ai quali ho elaborato un mio sistema chiamato, in tutta Italia, metodo Bazzoli. Questo risultato l’ho ottenuto da autodidatta facendo degli esperimenti e scostandomi un po’ dagli insegnamenti ufficiali”.
Quali sono gli altri prodotti in cui è forte?
“Sicuramente la torta di rosa classica e la Spongada (dolce tipico della Val Camonica fatto con il lievito di birra) che ho rivisitato con il lievito madre nonché mia firma e grande passione”.
Quali sono i suoi progetti per il futuro?
“La cosa più bella che vorrei fare è il nonno visto che con questo lavoro sono molto occupato e probabilmente l’anno prossimo andrò in persone. Voglio stare vicino alle mie figlie e fare in modo che anche loro abbiano la soddisfazione di avere la propria attività. All’inizio eravamo 4 fratelli, poi ho ritirato l’azienda perché sono andati in pensione. Mi ritengo un patto di transizione tra i miei fratelli e le mie figlie. Il mio compito è fare in modo che la mia attività continui e garantisca lavoro a tutti i membri del team”.


