Intervista ad Alberto Perotti, un giovane di Lumezzane

Intervista ad Alberto Perotti, un giovane di Lumezzane

Abrami Emanuele- Come hai vissuto la quarantena sinora, sei riuscito a tenerti impegnato?

Ho iniziato la mia quarantena esattamente il 10 marzo, e il primo periodo è stato rilassante, divertente e anche molto produttivo; una grande occasione per fare tutte quelle cose che non si ha mai tempo di fare. Dopo il primo mese la situazione è sicuramente diventata più complicata, scarseggiavano le cose da fare e riuscire a riempire le lunghe giornate risultava, e risulta tutt’oggi difficile, ma non mi sono mai perso d’animo e ho continuato a fare cose diverse. Mi sono dedicato molto alla mia più grande passione, ovvero la cucina, passando dal dolce al salato; cucinavo di tutto e di più. Un’altra grande passione che ho avuto modo di coltivare è stato il giardinaggio, credo di aver piantato più di 50 fiori in questi giorni. Infine, ma non per importanza, ho avuto modo di cantare diverse ore al giorno. Insomma, la noia non ha trovato molto spazio nelle mie giornate.

Eri preoccupato per te stesso e/o i tuoi cari?

Assolutamente si. Credo che gli affetti familiari siano una parte molto importante della mia vita e in quanto tale perdere anche un solo componente della mia famiglia sarebbe davvero straziante. Di conseguenza, ho avuto molta paura, più che per me stesso, per tutte le persone che mi circondano.

Hai vissuto questo periodo da solo o con la tua famiglia?

Grazie al cielo ho avuto la fortuna di trascorrere questo tempo insieme alla mia famiglia. Devo anche dire che abbiamo la fortuna di avere ognuno i propri spazi a casa, quindi sinora non è stato molto difficile.

Di cosa hai sentito più la mancanza sinora?

La mancanza certamente non è solo una, la cosa che più mi manca è la libertà in tutte le sue sfaccettature: dall’aperitivo con gli amici al week-end presso la casa in montagna, ma credimi potrei stare qui ore ad elencarti tutto ciò che mi manca.

Hai per caso avuto modo di fare qualcosa di diverso, durante questo periodo?

Come dicevo prima ho coltivato molte passioni, quella più “difficile” è stata leggere libri, in quanto non molto amante della lettura di libri, però con un po’ di impegno sono riuscito a fare anche quello. Fra le nuove letture, ho apprezzato molto 1984, capolavoro di Orwell.

Che lavoro fai? Che impatto ha avuto il COVID-19 sulla tua attività?

Sono un gelatiere. Il Covid-19 ha avuto un impatto molto molto forte per quanto riguarda il mio lavoro, perché, come tutti sappiamo, le attività artigianali sono chiuse da marzo ormai, quindi ha avuto un impatto economico veramente notevole per tutti i piccoli artigiani, ai quali va tutta la mia solidarietà. Teniamo duro, certi che riapriremo e saremo sicuramente più volenterosi e forti di prima!

Senti che questa esperienza ti ha cambiato? Se sì, secondo te, come?

Credo che questa esperienza debba servirci da lezione. Siamo sempre molto impegnati, non troviamo mai il tempo da dedicare alle persone che ci amano e in così poco abbiamo rischiato di perderle. Quindi sì, nonostante a casa stiamo tutti bene, questo difficile periodo, che spero si concluda presto, ha fatto sì che ristabilissi l’ordine di importanza delle diverse cose nella mia vita.