Abrami Emanuele-Si dice spesso che sono i momenti di crisi ad estrarre la linfa delle persone. Nel pericolo e nell’emergenza, si vede davvero di che pasta sono fatte tanto le persone quanto le comunità. Se è vero il detto, allora si può esser fieri d’essere lumezzanesi: fra le tante realtà che si stanno comportando splendidamente in tutto il territorio, spicca anche la Croce Bianca di Lumezzane.
Ce lo racconta proprio il suo presidente, Valeriano Gobbi. Già diversi i casi accertati, più del doppio quelli in accertazione: la situazione locale è monitorata con attenzione e in continua evoluzione. Sono cambiate le modalità d’intervento: prima se qualcuno aveva la febbre poteva stare tranquillo e prendere una tachipirina. Ora invece scatta subito il meccanismo della paura e vengono immediatamente chiamati i soccorsi. Una situazione comprensibile ma di grandissio stress che sta mettendo alla prova le associazioni di volontari e professionisti del settore. La sola Croce Bianca di Lumezzane ha, ad esempio, messo a disposizione ben 5 autisti che da 15 giorni danno man forte alle squadre del Lodigiano. Anche se, ormai, la situazione di emergenza migra, e si diffonde.
Un’attività di grande responsabilità, quella della Croce Bianca: portare i malati infettivi da un’ospedale all’altro, distribuire i contagiati, attendere con loro finché non viene trovato un letto libero, prestare i primi soccorsi… tensione e fatica subentrano spesso dopo moltissime ore di lavoro senza tregua e senza sosta, che portano anche conseguenze fisiche, come un indebolimento generale e qualche linea di febbre. E allora il sistema reagisce: i volontari coprono i turni dei colleghi a casa malati, aumentando per di più il già ampio ventaglio di servizi offerti: portare la spesa a casa di quelle persone sole e isolate che appartengono alle categorie più deboli e fragili in questa situazione di pandemia.
La sensazione è quella che settimana prossima il numero di interventi richeisti sarà di molto maggiore. Per questo si raccomanda di stare chiusi in casa, igenizzare continuamente gli ambienti e la propria persona, evitare qualsiasi contatto anche con le persone più intime.
Mascherine e tutti gli altri dispositivi di sicurezza scarseggiano: molto spesso i volontari sono costretti a comprarle con mezzi propri. I fondi però scarseggiano: i DPI hanno moltiplicato i loro costi anche di 6 volte. In questa situazione di momentaneo caos, numerosi gli sciacalli che speculano o truffano, promettendo vendite e consegnano che poi non vengono effettuate. La certezza è che questi criminali verranno puniti con vigore una volta terminata la crisi.
Un ringraziamento gigantesco va rivolto a tutti i volontari della Croce Bianca e non solo che in questo momento cos delicato stanno mettendosi in prima linea, rischiando non solo la loro incolumità, ma anche e soprattutto quella delle famiglie e delle persone care con le quali vivono. Fortunatamente per noi e per tutti, la professionalità e la serietà, negli anni, è sempre stata ai massimi livelli: le misure di sicurezza sono sempre vigenti e le opportune manovre recepite ed eseguite da operatori e dalla popolazione con la quale questi vengono in contatto.
Ricordiamo anche, a tal proposito, che per domandare chiarimenti sul COVID-19 NON va chiamato il 112. Bisogna chiamare il numero verde regionale e avere pazienza. Chi intasa la linea del 112 senza urgenza è responsabile del mancato soccorso di chi è incorso in un’emergenza (non solo COVID, ricordiamo che infarti e altre patologie mortali non si sono di certo prese una pausa).
Non c’è modo migliore per concludere che riportare direttamente le parole del grande Valeriano Gobbi, presidente Croce Bianca Lumezzane che ci ha donato quest’intervista preziosissima per la quale lo ringraziamo tutti: ” Il mio grazie va a tutte queste persone impegante nell’emergenza, mi si apre il cuore essere il loro presidente. Spero che chi ci governa si ricordi di noi anche quando questo brutto momento sarà passato. Non vogliamo sentirci chiamati eroi (non lo siamo) ora e poi vederci negati i giusti sostegni. Noi non siamo eroi siamo solo persone semplici che vogliono aiutare chi ha bisogno e per far questo non serve e non vogliamo essere definiti eroi. Tutti possono fare qualcosa per gli altri, basta volerlo. Ognuno di noi deve fare la sua parte anche se piccola”


