In Valgobbia gli Abitanti in Continuo Calo: Meno Duemila in Dieci Anni

In Valgobbia gli Abitanti in Continuo Calo: Meno Duemila in Dieci Anni

La differenza fra i morti ed i nati, così come quella fra gli emigrati e gli emigrati, continua ad essere importante. Numeri positivi, che indicano un visibile spopolamento della Valgobbia. Per la prima volta dai mitici anni ’80 gli abitanti scendono sotto i ventiduemila. La speranza non sembra albergare in quel di Lumezzane, almeno per chi si aspetta un’inversione di tendenza per i prossimi anni. Purtroppo, il trend negativo fra nascite/immigrati e decessi/emigrati è ormai proprio del nostro territorio da moltissimi anni.

Uno scenario molto diverso rispetto a quello che i piani urbanistici regionali avevano previsto: si immaginava un presente con almeno trentamila abitanti. Ora, invece, all’esodo dei cittadini si somma quello delle imprese. Una commistione, invero, dove un elemento trascina l’altro. Se le aziende se ne vanno in cerca di migliori condizioni economiche per i loro affari, si tirano dietro le famiglie e la manodopera. Se le condizioni di vita non rispecchiano le aspettative, le famiglie se ne vanno, trascinando con loro le imprese. 

L’unico che può invertire questa triste tendenza è l’ente pubblico, al quale toccano azioni in linea con quante già intraprese dalla corrente Amministrazione. Bisogna agire in due sensi i quali spesso tendono a combattersi: necessari investimenti e piani economici che trattengano o addirittura richiamino le imprese e nuovi servizi e piani ambientali che favoriscano la permanenza in Val Gobbia delle famiglie. Anche un censimento delle case disabitate fornirebbe un primo dato utile, un punto di partenza per sfruttare al meglio una “risorsa dormiente”