Rai3 in Valgobbia a caccia del nostro dialetto. Con le sue forme aspre e arcaiche, è diventato oggetto della curiosità della rete nazionale.
L’appuntamento è per oggi, Mercoledì 28 marzo, alle ore 14.00, durante il TG3.
Tra i fenomeni fonetici che hanno concorso a rendere il nostro dialetto unico all’interno del panorama dei dialetti provinciali e regionali, il più famoso è senza dubbio l’aspirazione delle “esse“, che vengono sostituite dalla fricativa glottale sonora (l’h del saluto inglese “hello”, per intenderci).
Un vero e proprio fossile linguistico è invece la permanenza della fricativa dentale sonora (la “th” di “the” o “without” in inglese) in luogo della della precedente (e poi recuperata) affricata alveolare sorda (la più classica “z” di “zio”). Questo passaggio da “z” a “th” è avvenuto nelle lingue delle popolazioni germaniche attorno al 400/200 a.C. (il fenomeno è appunto chiamato “rotazione Germanica“), e si è mantenuto fino ad oggi nel nostro dialetto, al contrario di quanto invece è successo al normale sviluppo del sistema fonetico dei dialetti circostanti.
Questo esempio (non è l’unico, ce ne sarebbero molti altri) ci fa capire come il nostro dialetto abbia subito influssi fonetici e lessicali molto diversi tra loro: sebbene la base lessicale sia per la maggior parte latina (si trovano comunque parole derivanti dal celtico, dal longobardo e dal gotico), trovandosi la valle in una zona di transito marginale lungamente esposta all’influenza celtica e germanica si è mantenuto vivo un antico influsso fonetico di queste ultime lingue.


