La giovane Silvia Scalvini di Lumezzane è venuta mancare all’inizio dello scorso mese di febbraio. La 43enne, disabile dall’età di 6 mesi a causa di una complicazione in seguito alla pertosse, è stata seguita per tanti anni dalla mamma Rosa, il papà Giuseppe e la sorella Monica.
La notizia ha sconvolto l’intera Lumezzane: la giovane era stata sottoposta ad un intervento nel luglio scorso: tutto era andato per il verso giusto. Nessuno avrebbe potuto immaginare quanto appreso in seguito ad una Tac effettuata a fine Gennaio: una diagnosi terminale, che l’ha portata via in pochi giorni.
Alla famiglia piace ricordarla con i suoi incantevoli occhi verde mare, capaci di rubare il cuore senza bisogno di parole: solo con gli sguardi. È sempre stata amata con tutto il cuore e lo è ancora. Non manca, nelle loro parole, anche un ringraziamento anche al Centro Diurno Disabili che l’ha accolta per 27 anni. Racconta la mamma Rosa:
Per noi il centro diurno è diventata una seconda famiglia. Loro si sono messi a disposizione sempre, anche nelle difficoltà. Abbiamo sempre sentito il loro supporto e la notizia è stata appresa da tutti con grande dolore. Silvia era stata a casa ad Agosto e Settembre, in seguito ad un intervento, poi per un mese e mezzo è tornata a frequentare il Centro con nuove difficoltà ma sempre con grande aiuto, assistenza e responsabilità. Li ringraziamo molto.
La redazione del Punto, unita alle tante voci della Comunità valgobbina, si stringe attorno ai famigliari e parenti in questo periodo di dolore e sofferenza, certi che il ricordo di Silvia potrà rimanere nel cuore dei tanti che l’hanno conosciuta.


