Giuseppe Loda – Le parole della mamma Michela Codini ci raccontano la passione di Mattia per l’Endurance, una disciplina ardua dove il fantino deve fare lunghi percorsi a cavallo (anche oltre i 18 chilometri), nel limite del tempo di regolarità, sapendo anche gestire la fisiologia dell’animale per non sovraccaricarlo e tutelarne la salute.
Mattia quando ha iniziato questo sport?
«Mattia ha iniziato a undici anni, ora ne ha sedici. Già tre anni fa aveva vinto le Ponyadi di Roma, ha vinto anche un campionato nazionale e nel 2020, nonostante la situazione generale del Covid-19 abbia ridotto le gare, ha vinto il campionato regionale Lombardo under 16»,
Già qualcuno in famiglia praticava la disciplina?
«No, io ho solo un po’ la passione per i cavalli. Mattia ha iniziato con il salto ostacoli, poi ha provato l’endurance e secondo lui è più bello, perché vive di più il cavallo. Per esempio deve fare un percorso di circa venti chilometri avvicinandosi il più possibile ad un determinato tempo, inoltre deve far abbassare il ritmo del cuore del cavallo in circa 15 minuti, di seguito viene fatta la visita dai veterinari, per verificare che non sia zoppo o altro. Vince chi arriva più vicino al tempo prestabilito e con il cavallo che ha i battiti più bassi».
Riesce a gestire la scuola con l’impegno che richiede questa disciplina?
«Sì, ora sta facendo la scuola agraria Pastori e riesce a gestire il tempo degli allenamenti, gare e scuola».
Progetti per il futuro? Prospettive?
«Adesso vediamo, questo covid ci ha tagliato un po’ le gambe. Poi il suo cavallo è andato in pensione perché ora ha 23 anni, ma hanno chiuso bene l’anno, sono arrivati primi e si son fatti un bel regalo. Ora vediamo se prendere un altro cavallo, lui vuole andare avanti con questa passione, non la vuole mollare».
È uno sport prevalentemente estivo o si pratica tutto l’anno?
«Si pratica tutto l’anno, facciamo le gare anche quando fa freddo e sotto l’acqua. Io gli faccio assistenza quando bisogna bagnare il cavallo, controllare il cuore e l’ho sempre accompagnato alle gare. Per esempio ad Ottobre è arrivato secondo alla gara di Travagliato, ha fatto la 30 km, era il cavaliere più giovane con il cavallo più vecchio su 50 partecipanti».
Mattia vuole fare un grande ringraziamento al Centro ippico Ambassador, che lo ha seguito nell’impresa.


