Andrea Ferrari – Non sorprende che il quadro economico della provincia di Brescia non sia fra i migliori degli ultimi anni, peggiorato soprattutto dalla bassa crescita.
Il dato che a ben sperare è la solidità finanziaria, che è migliorata, una qualità fondamentale per affrontare le insicurezze e le ripercussioni date dall’emergenza sanitaria.
Una provincia con molte differenza, date dalle aree di specializzazione delle aziende presenti, che hanno quindi risposto in maniera diversa alle condizioni straordinarie. Nella media fra crescita e solidità, la corona spetta alla zona della Valtrompia, grazie anche al basso rapporto di indebitamento e alla più alta capacità di generare flussi finanziari. Le aziende della nostra valle riescono a mantenere il 7% stabile di redditività operativa nel triennio, grazie anche alla marginalità molto alta, sempre superiore al 26%, dei prodotti venduti.
Leggermente meno bene invece le zone di Valsabbia e Lago di Garda, sebbene siano comunque in crescita, mentre Brescia e hinterland perdono terreno potendo contare su una solidità minore. Stabile Franciacorta e Iseo, mentre più in difficoltà la Bassa Bresciana.
Riguardo al futuro, gli analisti si muovono cauti, con una ripresa che dipende da moltissimi fattori. Primo fra tutti, il comportamento della pandemia, sia nel nostro territorio che in altri stati e la capacità di creare e sfruttare adeguate politiche di sostegno. Le esportazioni diventano sempre più importanti vista la difficoltà del mercato interno e questa non sarà l’unica modifica richiesta alle nostre aziende: un ritorno alla situazione pre-Covid sarà molto difficile.
Il dato, purtroppo difficilmente misurabile dalle ricerche, che avrà un ruolo fondamentale sarà proprio la capacità di reazione di aziende e imprese, dove quelle che riusciranno ad adattare i propri sistemi , i propri modelli e le proprie caratteristiche, alla situazione straordinaria riusciranno a tener testa all’anno appena iniziato.


