Intervista alla Comandante Commissario Capo Dott.ssa Desirée Vezzola della Polizia Locale di Lumezzane-Sarezzo

Intervista alla Comandante Commissario Capo Dott.ssa Desirée Vezzola  della Polizia Locale di Lumezzane-Sarezzo

di Abrami Emanuele

Com’è andato questo periodo in linea generale? Avete dovuto svolgere degli interventi particolari a causa del COVID?

Questo periodo è stato veramente molto intenso, non tanto per gli interventi e le attività che il Comando ha dovuto svolgere, ma in relazione alla continua evoluzione e proliferazione di norme, statali e regionali, nonché delle numerose circolari ministeriali che dovevamo assimilare quanto prima al fine di dare una risposta corretta e puntuale alla cittadinanza.

Come vi siete sentiti rispetto alle nuove mansioni da svolgere?

Le mansioni in realtà non sono cambiate, in quanto i controlli stradali ed i controlli dei pubblici esercizi rientrano nell’attività amministrativa ordinaria. Li abbiamo comunque svolti in modo puntuale e preciso cercando di spiegare e rendere informati al meglio i cittadini.

Che tipo di reazioni avete visto da parte della popolazione? Avete notato più disciplina e senso civico del solito?

Inizialmente abbiamo notato una grande confusione, del resto comprensibile, visto, la continua pubblicazione di norme, anche in contrasto tra loro. Durante il periodo di blocco totale, quindi a seguito del DPCM del 08.03.2020, posso dire che abbiamo riscontrato notevole maturità da parte della cittadinanza; che spesso, piuttosto che rischiare o commettere infrazioni, si informava scrupolosamente di cosa fosse, o meno, consentito.

Vi siete trovati costretti a dover fare molte multe a causa di spostamenti non conformi alle normative vigenti durante la quarantena?

Abbiamo rilevato n. 26 violazioni ai DPCM, n. 3 violazioni alle Ordinanze del Presidente della Regione Lombardia. Considerando il numero di abitanti, possiamo sostenere che ad oggi le infrazioni sono molto ridotte e questo dimostra il grande senso civico della nostra comunità.

La popolazione si è mostrata collaborativa per quanto riguarda le segnalazioni?

Più che durante l’emergenza ed il lock-down, stiamo ricevendo, in questo periodo, di ampliamento della “Fase 2” molte segnalazioni, soprattutto per quanto riguarda gli assembramenti nei parchi e nelle piazze nelle fasce orarie serali e notturne.

C’è chi ha esagerato e si è messo a fare il vigilante o, al contrario, secondo voi c’è stato troppo individualismo da questo punto di vista?

Fortunatamente nessun giustizialista indipendente; però alcune segnalazioni da parte di qualche cittadino, giustamente preoccupato, le abbiamo ricevute.

Come vi siete trovati a gestire le masse nei mercati e supermercati? Ci sono stati problemi?

Posso dire orgogliosamente che siamo stato uno dei primi comuni a riattivare i mercati rionali. Grazie al supporto dei due gruppi di Protezione Civile, non abbiamo avuto problemi nella gestione degli accessi ai mercati: la prima settimana, come previsto, veniva effettuata la misurazione della temperatura, mentre nelle successive abbiamo solamente contingentato le persone, in proporzione al numero di ambulanti presenti. In ogni caso, anche dalla popolazione, c’è stata collaborazione, sia nel farsi misurare la temperatura, che nel mantenere le distanze di sicurezza mentre erano in attesa agli ingressi. Lo stesso vale per le lunghe code fuori dai supermercati che sembravano effettivamente tante ma, le persone, erano correttamente distanziate rispettando così le norme.

Avete avuto paura del contagio o vi sentivate adeguatamente protetti?

Abbiamo sin da subito applicato un protocollo interno per l’uso corretto dei DPI e delle c.d. “buone prassi”. Sotto questo punto di vista ci sentivamo tranquilli; ovviamente un po’ di paura c’è stata, nel rischio di contrarre il virus, in quanto tutti i controlli che abbiamo fatto e che continuiamo a fare, andando ovviamente ad abbattere il distanziamento di 1 metro, li facciamo rispettando i protocolli, non sapendo se dall’altra parte vi possa essere un positivo, non censito da ATS, o un positivo asintomatico.

Il numero di infrazioni “normali” è calato o aumentato durante il periodo di quarantena?

Il numero è ovviamente calato per due motivi: la circolazione stradale è andata via via calando, fino quasi a fermarsi durante il blocco, mentre per le soste, ho emanato un’ordinanza che prevedeva la revoca del disco orario su tutto il territorio comunale dal 25 Marzo, revocata lunedì 18 Maggio, visto la ripresa delle attività economiche.

Secondo voi sono stati più disciplinati e coscienti i giovani o gli anziani durante la quarantena, e perché?

Durante il periodo di lock-down, i giovani sono stati i più disciplinati, in quanto sono veramente stati chiusi in casa, uscendo solo per effettive esigenze lavorative o per stato di necessità; invece gli anziani cercavano comunque la passeggiata fuori porta e spesso si recavano anche più volte al giorno a fare la spesa, pur di eludere il blocco. In questa seconda fase invece, abbiamo notato una reazione inversa, gli anziani sono molto più disciplinati: tendono a uscire meno e a non creare assembramenti, i più giovani purtroppo, forse anche per la voglia di rivedersi, creano assembramenti nelle piazze, spesso non utilizzando nemmeno le protezioni per le vie aeree. E questo non va assolutamente bene.

Sono state destinate più risorse alla polizia durante quest’emergenza? Più personale?

Più personale, no! Del resto sarebbe stato impossibile effettuare un concorso per assumere nuove leve, sia per il blocco degli stessi, sia per i vincoli di bilancio che non ci permettono l’aumento numerico del Comando. Abbiamo però ricevuto dei fondi, seppur irrisori, dallo Stato, grazie ai quali sono stati realizzati servizi straordinari ad hoc, per i controlli nelle aree più sensibili.

C’è un messaggio che vorrebbe rivolgere a tutti i nostri lettori anche circa il comportamento da tenere nei mesi che verranno?

Seppure ci troviamo nella c.d. “Fase 2”, non dobbiamo pensare che l’epidemia si sia risolta e che tutto possa tornare alla precedente normalità, bensì, dobbiamo imparare a convivere con queste nuove regole sociali da adottare quotidianamente sia in casa che, soprattutto, fuori casa. Ricordandoci che il bene di tutti è fortemente in relazione al modo in cui noi ci comportiamo.