Abrami Emanuele- Come hai vissuto la quarantena sinora, sei riuscito a tenerti impegnato?
Sicuramente non è un periodo semplice da affrontare ma, non so come, sono sempre riuscito a a tenermi impegnato in qualche attività.
Eri preoccupato per te stesso e/o i tuoi cari?
Non ero tanto preoccupato per me stesso quanto per i miei nonni: li ho ancora tutti e quattro e non vorrei certo perderne in questa situazione tanto complessa e delicata d’emergenza.
Hai vissuto questo periodo da solo o con la tua famiglia?
Ho avuto la fortuna di vivere questo periodo con la mia famiglia.
Di cosa hai sentito più la mancanza sinora?
Sicuramente della mia libertà di movimento, degli amici, del bar e delle prove con il mio gruppo musicale. Ad essere sincero, devo ammettere che anche la scuola mi manca, in particolar modo il poter passare del tempo con i miei compagni.
Parliamo delle video-lezioni: come sono andate sinora?
Le video lezioni sono organizzate abbastanza bene, credo si dovrebbero ottimizzare un po’ i tempi, passare ore davanti ad un iPad non è il massimo Ma, secondo me, vista la rapidità con la quale ci si è dovuti organizzare, non c’è poi troppo male.
Mi dicevi che suoni in una band, puoi dirci qualcosa di più?
Certamente! Noi siamo gli EDA, ci trovate su instagram come @_edaband . Siamo un gruppo indie-pop, siamo 5: io (basso e voce), Sidy Casse (tastiera-chitarra e voce principale), Emanuele Collicelli (batteria), Feroldi Simone (chitarra) e Samuele Chiari (chitarra)
Hai per caso avuto modo di fare qualcosa di diverso, durante questo periodo?
In questo periodo, proprio per non cadere nella noia, io e il mio gruppo abbiamo fatto canzoni nostre e cover da casa, pubblicandole anche per tener compagnia alle persone che ci seguono. Inoltre, abbiamo deciso di tenre compagnia ai follower con delle storie su Instagram dove (un giorno per uno) ognuno fa qualche cosa di diverso.
Senti che questa esperienza ti ha cambiato? Se sì, secondo te, come?
Mi ha fatto capire quanto la libertà non sia scontata, quanto il mondo la fuori può essere pericoloso quanto sia importante per me stabilire dei contatti sociali.


