Don Michele Tognazzi parroco unico: come cambia l’Unità Pastorale

Don Michele Tognazzi parroco unico: come cambia l’Unità Pastorale

Elena Muti – La Chiesa, data la scarsa attitudine alla vocazione sacerdotale avvenuta negli ultimi decenni, sta cercando nuove vie per mantenere il forte legame con il territorio che l’ha sempre contraddistinta nei secoli. Certo, i parroci che sono stati per più di un millennio i veri accompagnatori delle Comunità nel cammino della Fede saranno sempre più rari e preziosi. I comuni, come Lumezzane, che sono sempre stati abituati ad una grandissima presenza di sacerdoti sono naturalmente indirizzati ad un ridimensionamento. Ecco perchè nella nostra città è atteso don Michele Tognazzi, il nuovo parroco unico dell’Unità Pastorale di Lumezzane che farà il suo ingresso il 29 ottobre 2023.

Una rivoluzione ed un progetto ambizioso. L’esperto sacerdote sarà affiancato da ben cinque curati che risiederanno nelle varie Comunità lumezzanesi che sono sempre state abituate ad avere una figura di riferimento. Don Michele risiederà a Pieve con don Marcellino Capuccini Belloni, don Massimo Pucci sarà a Fontana, don Alberto Marchetti a sant’Apollonio, don Andrea Rodella e don Stefano Almici a san Sebastiano. Con loro anche cinque diaconi, quattro suore dorotee e quattro suore del Focolare della Madre che aiuteranno a mantenere vivo il riferimento sul territorio.

Naturalmente in una situazione così particolare il ruolo attivo passerà spesso dalle mani degli ordinati a quella dei laici che saranno chiamati a mettere in gioco la propria disponibilità. Ci saranno referenti di tutti i gruppi ministeriali e sarà fondamentale il ruolo svolto dai vari ministri presenti sul territorio come quelli straordinari dell’Eucaristia, i lettori, i catechisti e tutti coloro che si occupano degli spazi delle chiese e degli oratori.

Don Michele Tognazzi, classe 1971, è originario di Rezzato. Conosce bene la Valle Trompia perchè nella sua prima esperienza da curato era stato destinato a Sarezzo, in seguito si è recato in Burundi come missionario e nel 2012 è tornato nel bresciano come parroco di Ponte San Marco. Negli anni la sua parrocchia è stata accorpata con Calcinato e Calcinatello: un passaggio che ha gestito nel migliore dei modi e che dovrà ripetere anche in Valgobbia.