Intervista al lumezzanese Andrea Annibale Montini artista digitale che ci proietta al futuro

Intervista al lumezzanese Andrea Annibale Montini artista digitale che ci proietta al futuro

Coccoli Franco – Andrea Annibale Montini, 24enne lumezzanese di Gombaiolo, laureato in nuove tecnologie dell’arte all’Accademia Santa Giulia di Brescia, ha riscontrato molto successo per il suo lavoro e le idee innovative. Sia la Città di Lumezzane che la Confartigianato di Brescia hanno deciso di premiare la sua tesi di laurea NewArt Exhibition – Come la tridimensionalità diventa arte e crea interazione con borse di studio, per incentivare la sua abilità e la sua ricerca. Il suo progetto NewArt Exhibition era stato realizzato lo scorso anno a Lumezzane nella sede di Torre Avogadro e aveva riscosso successo e partecipazioni. I suoi interventi sul nostro territorio, poi, non sono terminati. Nel mese di giugno 2022 Montini è stato invitato a presentare la propria tesi di laurea a tutta la cittadinanza presso la biblioteca civica Felice Saleri. Per conoscere meglio il significato del suo lavoro e i progetti futuri abbiamo posto alcune domande al giovane artista:

Perché hai creato il progetto NewArt Exhibition e come era arrivato a Lumezzane?

L’idea nasce dal voler portare qualcosa di nuovo: una mostra d’arte digitale, interattiva, sensoriale, generativa. Io e la mia collega Silvia Natali eravamo sia curatori che artisti esponenti. Oltre a noi c’erano altri 60 artisti provenienti da tutta Italia. Era stato molto complesso perché la pandemia ci aveva costretto a rinviare ben 2 volte: alla fine, però, la soddisfazione è stata immensa. Abbiamo avuto l’occasione di far vedere ciò che studiamo: il rapporto tra le nuove tecnologie, l’arte e la cultura. Ovviamente il lavoro è molto legato all’industria 4.0, alle tecnologie informatiche e a quelle elettroniche. Il progetto non si è fermato: ci piacerebbe portare i nostri futuri lavoro a Brescia e a Lumezzane. Io e la mia collega Silvia Natali lavoriamo nel settore della comunicazione ed abbiamo aperto una nostra attività: Underscore – Creative Communication Network. Siamo molto impegnati nel lavoro per l’industria (fotografie, siti web, ecc.), ma vorremmo prendere una strada che vada più verso l’ambito artistico. Nei nostri progetti, invece, non manca mai l’attenzione al sociale. Nel caso dell’esposizione a Lumezzane il tema era Natura ed Ambiente e il percorso era allestito su tre piani: terra e fuoco, natura, aria ed acqua. Per agevolare la creazione di altre mostre stiamo lavorando alla creazione di una APS (Associazione di Promozione Sociale) che ci consentirà di fare rete con le altre realtà locali e di partecipare a bandi che aiuteranno a valorizzare il progetto e tutto il territorio.

Poi questo progetto è diventato la tua tesi di Laurea che ti ha portato a vincere le borse di studio?

Nel lavoro per l’accademia ho analizzato come il tridimensionale vada ad influenzare i canoni museali e l’interazione con l’uomo. Sono stato molto sorpreso che in 2 realtà abbiamo creduto in me decidendo di propormi una borsa di studio. C’erano altri progetti molto validi e attenti all’industria 4.0 ma, per una volta, è stata data importanza alla cultura e al sociale.

Cosa ne pensi del rapporto tra la Città di Lumezzane e il mondo dell’arte? Come siamo messi?

Qui da noi c’è chi si sta muovendo. Molti lumezzanesi, però, hanno deciso di andare a lavorare altrove perché hanno trovato un maggior riconoscimento alla propria creatività. Che mi risulti non c’è nessuno che lavori a qualcosa di innovativo come il progetto che abbiamo avviato. Naturalmente stimo l’Associazione Amici dell’Arte che fa un bellissimo lavoro sul territorio, ma è slegata dal mondo del digitale. Uno degli obiettivi dell’Associazione di promozione sociale sarà anche quella di fare rete, far conoscere il più possibile il mondo dell’arte digitale con mostre, esposizioni e work shop. La mostra di Lumezzane era definita digitale, interattiva, sensoriale e generativa.

Il significato dei primi due termini è abbastanza noto: ci puoi spiegare gli altri due?

Sensoriale significa che mira a trasmettere emozioni. Il nostro lavoro si sta sviluppando per riuscire a coinvolgere tutti e cinque i sensi, non più solo la vista. Le esposizioni combinano esperienze sensoriali e regalano qualcosa di emozionante, nuovo ed innovativo. Generativa, invece, significa che è fatta al 100% partendo da un codice del computer che può ricreare qualcosa di creativo ed artistico. In realtà si possono utilizzare anche i sensori che inviano i dati al computer. Questo, dopo un’elaborazione, porta all’arte. Le applicazioni sono innumerevoli: per questo c’è grande spazio per la ricerca.

Domanda difficile: questa nuova forma d’arte farà scomparire quelle che abbiamo conosciuto fino ad oggi?

L’arte è in continua evoluzione. Non bisogna dimenticare che i grandi artisti del passato spesso sono partiti dal nulla e hanno creato qualcosa di innovativo. Oggi sono tantissime le innovazioni che hanno influenzato l’arte: pensiamo agli NFT che spopolano su internet. Non direi, però, che questo farà abbandonare l’opera d’arte come l’abbiamo sempre studiata e conosciuta: sicuramente quest’ultima sarà affiancata da qualcosa di nuovo. Altro punto importante del nostro progetto è permettere a chiunque di godere dell’arte, diffondere l’arte, la creatività e il sapere: in poche parole diffondere cultura. Si ringrazia Andrea Annibale Montini per la cortese concessione del suo tempo.