IL SONDAGGIO DEL PUNTO Whatsapp, alcuni dati che (forse) non ci si aspetterebbe

IL SONDAGGIO DEL PUNTO Whatsapp, alcuni dati che (forse) non ci si aspetterebbe

WhatsApp ha cambiato certamente il
modo di relazionarsi col telefono cellulare.
Di più: si potrebbe addirittura asserire che
ha proprio cambiato il modo di relazionarsi con le persone, perché ha notevolmente
infl uito su come si comunica.
Come i nostri lettori sanno, ci piace ogni
tanto realizzare qualche sondaggio tra la
gente, per cercare di capire meglio certi
comportamenti. È anche utile per restituirci una realtà territoriale che non necessariamente collima con quella nazionale
o internazionale. Certi comportamenti, in
provincia di Brescia, sono differenti da
Bolzano o da Palermo.Stavolta ci siamo
appunto concentrati su WhatsApp, il sistema di messaggistica che ha praticamente
mandato in soffi tta gli sms, che, nella sigla, significava proprio sistema di messaggistica short, mentre, come sappiamo,
whatsApp non è utilizzato da molti utenti
in modo short, anzi, come
vedremo, tutt’altro. Cominciamo
col dire che chi
ha whatsApp lo
utilizza di norma
tutti i giorni, quasi
sempre più volte al
giorno.
Fatta questa premessa anzi tutto il
dato che più ci ha sorpresi riguarda gli audio messaggi, forse la
caratteristica più precipua di WhatsApp.
Verrebbe da pensare che sono amati, utilizzati, infl azionati. In realtà, dalle nostre
interviste, che, come sempre, cerchiamo di
comporre nel modo più eterogeneo possibile, emerge ad esempio quanto i cosiddetti audio non siano in realtà così utilizzati.
Soltanto il 30% delle persone ci ha riferito
di utilizzare gli audio costantemente. Non
ci saremmo oggettivamente aspettati
che il 70% della popolazione intervistata (ma comunque
rappresentativa)
affermasse di non
servirsi mai degli
audio messaggi. E di
questo 30%, la maggioranza afferma comunque di non utilizzare gli audio come
forma esclusiva o fortemente preponderante di comunicazione. Sebbene dunque
WhatsApp continui a perfezionare questa
forma di messaggistica,
dalla possibilità di velocizzare l’ascolto dei
messaggi a quella di
interrompere e riprendere i messaggi dopo
l’uscita dalla chat, in
realtà la loro diffusione non è così massiccia come potrebbe
apparire. Per quanto
concerne poi la lunghezza degli audio,
la maggioranza dà come
limite intorno ai 3 minuti, oltre i quali i
messaggi diventerebbero impertinenti e
si preferisce telefonare, anche per evitare di dover prendere appunti man mano
si ascolta per poi rispondere in una volta
sola a tutti i temi trattati. C’è invece chi, al
contrario, ritiene una forma di rispetto l’inviare messaggi audio, così che uno possa
ascoltarli quando ha tempo, mentre una
chiamata irrompe in un preciso istante. Soprattutto i più giovani
utilizzano la funzione
dettatura per scrivere i
messaggi di testo scritto. E i famosi “stati”
di whatsapp? Ossia
fotografi e, testi e brevi
video visibili dai nostri
contatti telefonici? Anche qui, potrebbe apparire strano il constatare
che il loro utilizzo è molto meno massivo di come forse viene avvertito. Meno
del 10% infatti degli intervistati dichiara
di utilizzare questa forma di condivisione con costanza (almeno un post alla settimana) mentre sono molti di più quelli
che “sbirciano” gli stati degli altri, seppur
comunque in minoranza. Interessante
anche vedere come circa il 30% delle
persone non abbia una propria immagine profilo, ma metta quella dei fi gli, dei
nipoti, di quadri, fotografi e di paesaggi,
vignette, loghi, stemmi e più della metà
delle persone non abbia cambiato l’immagine nell’ultimo anno. Una minoranza
coloro che condividono post di altri, catene
di S. Antonio, messaggi più volte inoltrati:
questo avviene in genere per lo più durante
le festività.
Un capitolo a parte è quello legato ai
gruppi che si moltiplicano. Quasi tutti
concordano sull’uso spesso indebito (parlare tra singoli su chat di gruppo la critica più riscontrata, così come in generale,
ma particolarmente antipatico nelle chat
dove interagiscono in molti, il continuare
ad andare a capo ogni tre parole facendo
suonare in continuazione il cellulare altrui
con nuove notifi che). Una netta minoranza
anche coloro che hanno scelto di non consentire la visualizzazione del messaggio
(le famose due spunte blu) e degli stati. Le
emoticons sono utilizzate dalla stragrande
maggioranza delle persone, non solo dai
giovani, spesso più di una insieme.
Pochi invece quelli che utilizzano whatsApp per le classiche telefonate, soprattutto viene utilizzato il servizio di
videochiamata. Simpaticamente chiudiamo con una chicca: la maggior parte delle
persone memorizza i nomi di molta gente
di cui ignora il cognome con: nome più
professione, tipo: “Mara parrucchiera,
Simone idraulico, Luigi gommista”.