Mosca Alfio – Non è certo una novità che la zona di Lumezzane sia classificata come zona ad alto rischio di incendi. I boschi e i pascoli che circondano la nostra valle e ne rendono unico e caratteristico il territorio sono, purtroppo, sempre più in pericolo.
La scarsità delle piogge e l’annessa siccità, poi, non aiutano certo il terreno che seccandosi aumenta sempre di più la probabilità di innescare nuove fiamme. Date queste premesse, la comunità montana di Valle Trompia ha scelto di muoversi ed ha concluso un accordo con Lumezzane per partecipare ad un bando di regione Lombardia atto a stanziare fondi per la prevenzione di incendi boschivi.
Ovviamente a lavorare al progetto è stata anche Sevat, società in house della Comunità Montana di Valle Trompia, a capitale interamente pubblico. La società in primo luogo supporta operativamente le numerose Gestioni Associate dei comuni aderenti, svolge attività di servizio per le pubbliche amministrazioni, ma opera anche per tutte le realtà economiche o sociali.
Assieme a questa si è impegnato anche Giacomo Remedio, responsabile dell’antincendio boschivo dell’ente sovracomunale. L’idea è quella di potenziare le strutture di supporto agli elicotteri per il soccorso antincendio.
Potrebbero essere costruiti, infatti, due bacini d’acqua tra il colle Aventino e san Bernardo che consentiranno al soccorso di avere una riserva idrica da cui attingere nel caso in cui le prime fiamme prendano il via nelle zone limitrofe. A san Bernardo sarà costruita anche una piazzola per l’atterraggio degli elicotteri. I bacini, ovviamente, hanno bisogno di importanti interventi: scavi, soletta, pozzi di collegamento ad una rete idrica.
Anche nella zona del Passo del Cavallo si sta già lavorando alla costruzione di un bacino idrico artificiale che possa rifornire i soccorsi in caso di necessità. La fattibilità dei progetti, ovviamente, è vincolata dalla decisione della Regione di stanziare i finanziamenti.
I risultati dell’accettazione del bando devono attendere fino alla metà del mese di ottobre e, se dovesse andare in porto, il contributo regionale potrebbe arrivare a 300mila euro a fronte di una spesa totale di 374mila.
I cantieri, comunque, non saranno sicuramente avviati fino alla metà del prossimo anno e, per concludersi, avranno bisogno di diversi mesi. L’idea, però, oltre che essere una risorsa importante per tutta la zona, dimostra come Lumezzane sia considerato un luogo strategico per la prevenzione e la salvaguardia dei nostri boschi.


