Lumezzane spegne le luci e accende le idee: successo per M’illumino di meno 2026

Lumezzane spegne le luci e accende le idee: successo per M’illumino di meno 2026

Elena Muti – Lumezzane ha partecipato con convinzione a M’illumino di meno 2026, trasformando una ricorrenza nazionale in due appuntamenti capaci di unire riflessione, divulgazione e partecipazione. Il bilancio è positivo: buona presenza di pubblico, attenzione alta e un clima informale che ha favorito il dialogo.

Il momento più suggestivo si è vissuto mercoledì 18 febbraio alla Biblioteca Civica Felice Saleri, dove la serata di lettura a luci spente ha riportato al centro il valore del tempo lento e dell’ascolto. Spegnere le luci non è stato solo un gesto simbolico, ma un modo concreto per cambiare prospettiva. Le letture proposte, tratte da libri definiti “inconsumabili”, hanno accompagnato il pubblico in un percorso fatto di parole e silenzi, prima di lasciare spazio a una conversazione aperta su distopia e climate fiction. Autori come McEwan e Butler sono diventati il punto di partenza per ragionare sul futuro, sul rapporto tra tecnologia e ambiente e sulle paure che attraversano il nostro presente. Il tono è rimasto leggero, accessibile, mai accademico, favorendo interventi e curiosità.

Pochi giorni prima, lunedì 16 febbraio, il focus si era spostato su un tema spesso poco conosciuto ma molto concreto: l’inquinamento luminoso. Nella sede del Photoclub Lumezzane, in collaborazione con l’Osservatorio Astronomico Serafino Zani e con il patrocinio del comune, si è parlato di luce artificiale, cieli notturni e spreco energetico, partendo da una domanda semplice: perché è importante occuparsene oggi. L’incontro ha toccato diversi aspetti, dall’impatto sull’ambiente e sulla biodiversità fino alle conseguenze sulla salute umana e sulla qualità della vita. I relatori Ivan Prandelli e Luigi Angelo Cocca hanno guidato il pubblico con esempi chiari e immagini efficaci, dimostrando che si può fare divulgazione scientifica senza ricorrere a un linguaggio tecnico o distante.

Durante la serata è stato ricordato anche un risultato recente raccontato da CieloBuio OdV: la rinuncia, da parte della società AES Andes, al progetto industriale INNA in Cile, una scelta accolta come una notizia positiva per la tutela dei cieli notturni e per l’astronomia internazionale. Un esempio concreto di come l’attenzione all’inquinamento luminoso possa incidere anche su decisioni di grande scala. «La decisione di AES Andes rappresenta un passo importante per la tutela dei cieli bui cileni, patrimonio naturale e scientifico di valore globale. Siamo orgogliosi di aver contribuito a questo percorso mettendo a disposizione le nostre competenze per supportare la valutazione dei possibili impatti del progetto INNA sul cielo notturno e favorendo il confronto tra le principali figure tecniche e scientifiche coinvolte», dichiara Diego Bonata, già presidente di CieloBuio di cui attualmente è membro del Comitato tecnico scientifico, da anni impegnato nella promozione di studi e attività contro l’inquinamento luminoso, e nella diffusione di conoscenze tecniche presso istituzioni scientifiche, stakeholder locali e comunità interessate.

Nel complesso, gli appuntamenti lumezzanesi di M’illumino di meno 2026 hanno centrato l’obiettivo: parlare di sostenibilità e risparmio energetico senza retorica, usando esperienze, racconti e dati comprensibili a tutti. Abbassare le luci, per una sera, è diventato così un modo per accendere consapevolezza e domande, lasciando al pubblico qualcosa che va oltre l’evento: uno sguardo più attento su come e perché illuminiamo il mondo che ci circonda.