Lumezzane dice sì alla pace: la politica locale trova l’intesa sulla mozione per il Medio Oriente

Lumezzane dice sì alla pace: la politica locale trova l’intesa sulla mozione per il Medio Oriente

Elena Muti – Una politica che dialoga, che costruisce, che sceglie l’unità invece della divisione: è quello che è successo a Lumezzane durante una recente seduta del consiglio comunale. Una mozione sulla guerra in Medio Oriente, ideata dalla minoranza e firmata da tutti i gruppi consiliari è stata approvata all’unanimità. Un risultato per nulla scontato, che ha visto maggioranza e opposizione camminare nella stessa direzione. L’idea è partita dal capogruppo del Partito Democratico Stefano Gabanetti che ha proposto un testo per chiedere il cessate il fuoco e ribadire un messaggio chiaro: no alla guerra, sì alla pace e al rispetto della dignità umana. Riporta il Pd sulle proprie pagine social: “La mozione sulla Palestina che abbiamo presentato è stata fortemente ragionata, scritta e riscritta perché volevamo che fosse aperta, condivisibile e lontana da accuse di polemica o strumentalizzazione. Anche se concretamente possiamo fare poco, creare un’occasione istituzionale di riflessione riguardo alle atrocità di quello che sta accadendo con crescente intensità è il nostro modo per cercare almeno per un momento di riumanizzare quei numeri di morti e feriti che non sono altro che persone. Uomini, donne, bambini. Mariti, mogli, figli. Persone ordinarie a cui sono negate in maniera indiscriminata cibo, acqua, energia e vita. Noi non siamo né meglio né peggio di queste persone. Siamo semplicemente nati qui mentre loro lì. E questa è l’unica differenza sostanziale”.

Una proposta che non è rimasta ferma ai confini di schieramento, ma che ha trovato subito ascolto e collaborazione anche tra i consiglieri di maggioranza, portando alla scrittura condivisa di un documento trasversale. A fare da collante tra le parti, il presidente del consiglio Giacomo Zobbio, che ha saputo cucire il confronto con pazienza e precisione. Un testo unico, firmato da tutti, che parla chiaro senza cedere a polemiche o semplificazioni. Anche il sindaco Josehf Facchini ha espresso soddisfazione per l’iniziativa, sottolineando quanto sia stato importante, in un momento storico così delicato, dare un segnale di responsabilità e buon senso: “È stata una bella pagina per la nostra politica locale, che ha dimostrato unità di fronte ad un argomento non semplice e per cui non possono esistere tifoserie. Dividersi o strumentalizzare l’argomento non ha alcun senso. In guerra non esistono assoluti, non ci sono torti e ragioni totalmente da una parte o dall’altra perché si perde tutti. Siamo consapevoli dei limiti del nostro ambito locale, ma il messaggio positivo e di pace che abbiamo condiviso tutti insieme ritengo sia stata la scelta giusta. Lo diciamo noi a Lumezzane e soprattutto lo dice la Costituzione all’articolo 11: l’Italia ripudia la guerra”. Un segnale che parte da Lumezzane ma che guarda oltre, perché anche da una piccola città può partire un messaggio forte.

Non è la prima volta che il consiglio lumezzanese si muove compatto su temi internazionali: già nel precedente mandato, senza tensioni politiche, venne approvata una mozione per la pace in Ucraina. Ora, la storia si ripete, segno che anche la politica locale, quando vuole, sa farsi interprete di valori universali.