Il Cammino della Rinascita: Eugenio Baronio e il suo ritorno sulla strada di Santiago

Il Cammino della Rinascita: Eugenio Baronio e il suo ritorno sulla strada di Santiago

Franco Coccoli – In questa edizione “Il Punto” ha il piacere di narrare una storia eccezionale, quella di Eugenio Baronio, un uomo la cui vita è stata segnata da una serie di sfide e trionfi, culminati in un gesto di incredibile ispirazione e solidarietà. Nel mese di settembre, abbiamo scoperto l’impresa di Eugenio, cinquantasettenne residente a Gazzolo, che ha compiuto per la seconda volta il Cammino di Santiago, percorrendo 800 km per sostenere l’Associazione Italiana contro le Leucemie-Linfomi e Mieloma (AIL) di Brescia.

Per lui non è la prima volta: nel 2017 aveva già intrapreso questo percorso, camminando tutti i 930 km fino a Finisterre, luogo sull’oceano che molti pellegrini considerano la vera fine del cammino, oltre il santuario stesso. “Ci vuole sempre una motivazione quando si intraprende il cammino, che sia atletica, spirituale o religiosa. Io non l’avevo fatto per motivi religiosi, anche se sono una persona di fede. Mi sentivo al giro di boa dell’esistenza e volevo riflettere sui miei primi 50 anni di vita” ci racconta Eugenio con una calma riflessiva.

Poco tempo dopo quel viaggio, però, è stato colpito da una grave malattia. “Non potevo camminare o fare le scale. In quei momenti pensavo spesso al Cammino che avevo completato pochi anni prima, dubitando che potessi mai ripetere un’esperienza simile. Ma nonostante il dolore e la difficoltà, non mi sono mai lasciato abbattere. Ho creduto con fermezza nella medicina moderna e, miracolosamente, sono riuscito a riprendermi.”

Quest’anno, con una nuova prospettiva e una salute recuperata, Eugenio ha deciso di intraprendere nuovamente il Cammino, battezzandolo “Il cammino della Rinascita“. Un modo per mettersi alla prova, per vedere se fosse riuscito affrontare nuovamente le sfide fisiche che il cammino impone. Ma questa volta il viaggio ha avuto anche un profondo significato solidale: Eugenio, dopo aver ricevuto il benestare dell’associazione, ha portato sullo zaino i simboli dell’AIL Brescia, promuovendo il messaggio “If you want you can – Se vuoi puoi“. “Non voglio creare false illusioni; il tumore è una malattia che può essere mortale e molte persone non sopravvivono,” spiega Eugenio con serietà. “Ma credere nella medicina e mantenere la speranza è cruciale. È fondamentale ricevere due aiuti: quello medico e uno dall’altra parte.”

La sua storia non è solo un viaggio attraverso le varie tappe del Cammino di Santiago, ma è anche un viaggio attraverso la resilienza umana, la capacità di affrontare le avversità con coraggio e di trasformare le proprie esperienze in azioni che possono ispirare e aiutare gli altri. “Non ritengo di aver fatto qualcosa di eccezionale; molti altri hanno percorso questa strada, ognuno con un obiettivo importante. Per me questo cammino ha avuto un valore infinito. Non solo mi ha permesso di tornare a sentirmi completo, ma mi ha dato l’opportunità di contribuire ad una causa più grande.”

Abbiamo dovuto combattere l’iniziale resistenza di Eugenio, ma crediamo che raccontare questa storia possa essere d’ispirazione per molti che vivono situazioni di difficoltà. Un messaggio motivazionale per chiunque affronti battaglie personali, e un promemoria potente dell’importanza di non arrendersi mai, indipendentemente dalle sfide che la vita presenta. Attraverso la sua resilienza e il suo impegno, Eugenio ci ha mostrato come, anche nei momenti più bui, possiamo trovare la luce e la forza per andare avanti.