Manca legge unica inquinamento luminoso: all’osservatorio Zani l’allarme arriva dai sensori

Manca legge unica inquinamento luminoso: all’osservatorio Zani l’allarme arriva dai sensori

Elena Muti – Come riportato dal quotidiano Il Giorno il referente per l’inquinamento luminoso dell’Unione Astrofili Bresciani, Luigi Angelo Cocca, ha messo in evidenza i problemi legati a questo tema spesso sottovalutato. Le lampadine Led installate in tantissimi Comuni, che hanno portato ad un risparmio energetico, hanno un elevato carico di luce blu che causa più inquinamento luminoso delle vecchie lampade ad incandescenza. Si sarebbe potuto optare per soluzioni differenti: come i led ambra che hanno un impatto inferiore.

Oggi l’inquinamento luminoso è peggiorato – ha spiegato Cocca al Giorno qualche Comune invece inizia a chiamarci per chiedere suggerimento su come evitare di incrementare l’inquinamento luminoso. Nel Bresciano, ci hanno contattato un paio di comuni, tra cui quello di Bovezzo. Il nostro suggerimento è di usare Led con luce più calda e le fotocellule, in modo che i lampioni si accendano solo al passaggio di pedoni: inutile avere aree illuminate a giorno quando nessuno le frequenta. Al momento, come sottolineato da Cocca, non esiste una legge unica per tutta l’Italia ma ogni regione può concedere diposizioni differenti. Questo crea grande confusione ed assimetria. 

Intanto sono stati installati sensori per il rilevamento dell’eccessiva luminosità all’Osservatorio Zani sul colle san Bernardo di Lumezzane. Per avere un quadro completo è necessario aspettare qualche mese, ma i primi dati non sono confortanti. L’inquinamento luminoso crea enormi problemi, tra questi anche l’impossibilità di ammirare gli astri.