Angelo Moscarda – La Valgobbia è in continua lotta contro i furbetti dei cassonetti. La gestione dei rifiuti è un tema già di per sé complicato e, qualche episodio spiacevole, non fa che aumentare la rabbia e i fastidi causati alla cittadinanza. L’ultimo esempio è avvenuto lo scorso 3 marzo 2023 con l’abbandono di alcuni elettrodomestici a bordo strada, in prossimità delle calotte. Il fatto non è passato inosservato. Ne ha parlato anche il primo cittadino, Josehf Facchini, in una nota social allegata ad un video che mostra il fattaccio:
Ecco di che cosa parliamo quando in tema di rifiuti a Lumezzane citiamo il cosiddetto “fuori cassonetto”, anche se devo ammettere che qui si è andati davvero oltre!! Ma cosa può essere saltato in testa a certa gente? Buttare due frigoriferi e una lavatrice lasciandoli di fianco ai cassonetti, roba da matti…. senza contare la “montagnetta” di sacchetti gettati a lato della strada senza un minimo di ritegno. Ricordo a tutti che esiste anche l’isola ecologica sempre aperta e gratuita, oltre al servizio di ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti (pure quello sempre gratuito). Questi sono i metodi corretti per lo smaltimento, non fare pulizia abbandonando certe cose per strada. Oltre al solito smaltimento, adesso sono in corso le operazioni per rintracciare i proprietari e riportare a casa loro questi elettrodomestici. Tutti sanno (o dovrebbero sapere) che c’è un modo corretto di smaltire i rifiuti, tolleranza zero contro questi maleducati!
Cosa succede a chi abbandona i rifiuti?
La legge vieta l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti di qualsiasi genere (naturalmente anche i frigoriferi!). È vietata, se ci fosse bisogni di ricordarlo, anche l’immissione degli stessi nelle acque superficiali e sotterranee. Chiunque fosse colto a non osservare uno di questi divieti è obbligato a rimuovere i rifiuti abbandonati. È proprio il sindaco che, con ordinanza, può disporre le operazioni necessarie e il termine entro cui procedere: in caso non si obbedisca si può incorrere in una pena molto grave: arresto fino ad un anno. La legge considera abbandono anche il deposito del materiale nei pressi di un cassonetto: non ci sono sconti in questo senso. Infatti il malintenzionato crea il medesimo danno alla Comunità. È stata inoltre rimossa l’attenuante di un esiguo numero di rifiuti: se in passato si faceva distinzione tra una grande mole e una piccola mole abbandonata, oggi non è più così: la quantità non fa più differenza.
Anche solo il semplice abbandono o deposito di rifiuti è punibile con una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 300 euro ad un massimo di 3.000 euro. Chiaramente, in caso di rifiuti pericolosi, la sanzione aumenta. Addirittura alcuni elettrodomestici possono rientrare in tale categoria, per via delle sostanze che contengono. Vista la grande attenzione in materia oggi è punibile anche chi si occupa della gestione dei materiali senza autorizzazione. Questo può avvenire in qualsiasi fase: raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione. Tutto ciò è considerato reato e, quindi, si incorrerà in una sanzione penale: arresto da tre mesi ad un anno e ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro. In questo modo ai cittadini è garantito un corretto smaltimento e non sono più possibili manovre truffaldine nelle fasi di gestione.


