Elena Muti – Il sistema di drenaggio delle acque di Lumezzane andrà rinnovato nei prossimi anni. Questo è ciò che è stato spiegato dalla società Asvt in un incontro a cui erano presenti anche il sindaco, Josehf Facchini, l’assessore all’ambiente, Andrea Capuzzi e l’assessore ai lavori pubblici, Claudio Gnutti. Lo studio è stato eseguito da Francesco Guidi e Simone Zanolini di Ingegneria Asvt con il benestare del direttore Piercostante Fioletti.
L’opera avrà un costo di ben 72 milioni di euro e prevede, a lavori finiti, una rete fognaria lunga 24 chilometri. 51 dei milioni preventivati saranno spesi per le opere di collettamento e altri 21 per le vasche di prima pioggia. Naturalmente un’opera dalle dimensioni così importanti non può interessare contemporaneamente l’intero territorio, per cui il sistema prevede la divisione in sei bacini indipendenti sui quali intervenire singolarmente. Una scelta saggia per evitare che le opere coinvolgano contemporaneamente diversi punti critici della viabilità di Lumezzane.
Come spiegato dal Giornale di Brescia: il progetto prevede il collettamento di 171 terminali oggi non depurati e la soluzione delle criticità esistenti. Lumezzane ha un sistema fognario di tipo misto per il 95%, con acque nere e pluviali unite, mentre il futuro è la separazione. Quelle nere andranno nel collettore di Valle e verranno depurate.
Il futuro, infatti, è la gestione separata di acque nere, acque miste ed acque bianche attraverso un sistema di tubazioni che andrà a migliorare nettamente quello già esistente.
Quando si parla di acque, poi, nella città di Lumezzane è sempre facile pensare ai tanti sversamenti illegali avvenuti nel corso degli anni nel fiume Gobbia. Proprio per contrastare attività di questo tipo l’amministrazione si è mossa con un progetto che andrà a potenziare i sistemi di sorveglianza già presenti. La richiesta è stata spinta anche dall’Arpa che vuole che lo stato dell’acqua del fiume passi da Scarsa a Sufficiente.
Un progetto da 70mila euro, finanziato in parte anche dalla Comunità Montana, fondamentale per mantenere lo standard del polo industriale ai livelli che ha sempre fatto conoscere a tutto il mondo. Hanno presentato il programma di interventi l’assessore all’Ambiente, Andrea Capuzzi, e il dirigente del Comune di Lumezzane, Andera Zuccoli. Assieme a loro erano presenti il presidente della Comunità montana, Massimo Ottelli, il consigliere regionale, Claudia Carzeri, il direttore di Arpa Brescia, Fabio Cambielli, e il consulente ambientale del Municipio, Sergio Resola.
In campo nuove tecnologie di monitoraggio con sonde di ultima generazione che permetteranno di intervenire al minimo superamento della soglia concessa. Saranno attivati anche nuovi accessi al fiume in località fino ad ora considerate impraticabili e sarà aggiornata la cartografia del reticolo idrico minore e la mappa della attività locali con concessioni di scarico. Questi ultimi due punti sono fondamentali per monitorare in maniera sicura e costante gli sversamenti nel fiume.


