Coccoli Franco – Francesca Belussi, giovane docente di storia dell’arte, lumezzanese e scrittrice, è giunta alla pubblicazione della sua terza opera La ragazza con l’orchidea vorrebbe andare a Capri. Il libro è uscito in versione digitale lo scorso 10 ottobre 2022 e nei giorni successivi è stato messo a disposizione il formato cartaceo con StreetLib edizioni. La scrittrice aveva esordito nel 2020 con La Ragazza con l’orchidea edito da Montag a cui ha fatto seguito Lu’Mezzò – Storie di un paese perbenino del 2021. Noi del Punto abbiamo intervistato l’autrice per conoscere meglio i suoi racconti, sperando di poter avvicinare i lettori ad una talentuosa autrice locale.
Hai sempre desiderato fare la scrittrice o l’idea è nata in un secondo momento?
Fin da quando ero piccola ho amato leggere e scrivere. Nel 2019, però, ho iniziato ad informarmi seriamente per capire il funzionamento dell’editoria indipendente. In quel periodo avevo partecipato ad un concorso letterario ed avevo vinto la pubblicazione della mia opera. Così è cominciato il mio cammino nel panorama editoriale.
Il mondo dell’editoria è davvero ingrato e complesso come lo si dipinge solitamente?
Io ho pubblicato solo con case editrici piccole e mi sono trovata molto bene. Non ho ben chiaro come funzioni nei grandi circuiti e quale sia la chiave di accesso per entrare in quel sistema. Ne ho sentite di cotte e di crude, ma per ora sono molto soddisfatta di ciò che ho fatto.
“Lu’Mezzò. Storie di un paese perbenino” è il tuo libro dello scorso anno. Nel titolo richiama la città di Lumezzane. Puoi dirci di cosa parla?
Il titolo è certamente un omaggio alla mia terra. È ispirato a storie di personaggi che sono solo in parte reali e non sono valgobbini. Ho rielaborato racconti sentiti nei telegiornali, letti su qualche libro o vicende di persone che ho conosciuto. In questa opera ho voluto ripercorrere in chiave divertente alcune di questi episodi. Ci sono diversi punti in comune tra le persone che vivono nei paesi: tutti si conoscono. Le donne e gli uomini della stessa località hanno anche una cultura condivisa come il dialetto o le ricette culinarie.
La tua ultima opera, invece, è “La ragazza con l’orchidea vorrebbe andare a Capri”. È un sequel del primo libro?
No, non è un sequel. L’unica cosa che lo accumuna al primo titolo è la presenza di un personaggio: la ragazza con l’orchidea. Però non sono uno la continuazione dell’altro. Il primo lo avevo scritto nel 2012 ed era rimasto un po’di anni nel cassetto, questo invece è frutto di un lavoro successivo. La più grande differenza tra i due è il mio stile di scrittura che negli anni è cambiato: questo si nota parecchio.
Qual è lo scopo di quest’opera?
Dopo aver pubblicato il primo libro alcuni sconosciuti mi hanno contattato tramite i social per raccontarmi la loro storia e mi hanno chiesto di essere personaggi dei miei libri. Mi hanno mandato fotografie, ricette, poesie che mi sono servite per costruire ed animare le storie. Naturalmente non racconto mai personaggi reali: il vero è sempre mescolato con la creatività e l’immaginazione. Un aspetto molto interessante è il filo conduttore che il lettore scopre durante la lettura, ma non voglio svelare tutto.
Quando scrivi?
Paradossalmente scrivo nei momenti in cui ho più cose da fare. Probabilmente è un modo per sfogarmi. In estate, quando sono più libera, scrivo meno. Solitamente scrivo a pc perché la casa editrice accetta solo formati digitali. Ti dirò una piccola curiosità: ogni casa editrice ha il proprio programma di impaginazione e il proprio format, quindi, una volta consegnato il libro, il documento presenta sempre problemi di impaginazione e bisogna ribatterlo tutto da capo!
Quali sono le tue letture?
Ho un elenco di 488 libri consigliati, per cui la risposta a questa domanda sarebbe molto complessa. Direi che tra i miei autori preferiti colloco Stefano Benni e Kurt Vonnegut. Ultimamente mi hanno appassionato anche alcune scrittrici africane: nigeriane e dello Zimbabwe. Le passioni, però, non finirebbero qui: anche Dumas, il teatro e molto altro.
Farai delle presentazioni dell’ultimo libro?
Mi piace fare le presentazioni nei locali. Ora ho già avuto occasione di presentare l’ultima opera in qualche serata. Sicuramente a maggio sarà all’interno della manifestazione Apriti libro a Lumezzane. La ragazza con l’orchidea era uscito in piena pandemia e avevo proposto ai miei lettori di mandare tramite social le fotografie con la copertina del libro negli ambienti in cui lo stavano leggendo. Io raccoglievo queste immagini e le condividevo sulle mie pagine Instagram e Facebook: La ragazza con l’orchidea scrive. Anche con l’ultima opera piacerebbe replicare la bella esperienza.
Quindi sei tu la ragazza con l’orchidea?
Il titolo è nato perché alcuni alunni mi avevano regalato una pianta di orchidea. Quindi si, all’inizio ero io. Ora, però, il personaggio è un po’cambiato e non mi identifico più completamente nei suoi panni.
Perché le presentazioni sono importanti?
Perché puoi vedere le reazioni delle persone al tuo libro. Chi lo ha già letto porta chiavi di lettura differenti o anche critiche costruttive. A me piace stare con le persone. Mi piace anche leggere il mio libro o sentire altri che ne interpretano i passi. Alle presentazioni, poi, non mancano mai i momenti di brindisi e di divertimento!
Si ringrazia Francesca Belussi per la gentile concessione del suo tempo.




