Lumezzane contro le dipendenze

Lumezzane contro le dipendenze

Schivardi Jennifer – Se una volta gli stupefacenti erano visti come un atto di ribellione, oggi sono spesso considerati come una cura terapeutica e un calmante, ma i cambiamenti sono quotidiani e c’è sempre più la necessità di nuove indicazioni corrette.

I dati ricavati da ricerche a livello nazionale testimoniano il bisogno di intervenire: nel nostro Paese l’87% dei ragazzi nella fascia di 15-19 anni ha bevuto alcool una volta nella vita, il 64% ha consumato qualche drink nell’ultimo mese e il 37% ingerisce 5 o più alcolici a distanza di poco tempo.

A questo si aggiungono anche le droghe: il 34% dei ragazzi ha provato cannabinoidi una volta, il 12% assume psicofarmaci senza una prescrizione, prendendoli perciò da casa o acquistandoli illegalmente, e il 10% fa l’utilizzo di droghe sintetiche.

Ultimo, ma non per importanza, c’è il gioco d’azzardo: il 45% degli adolescenti ha giocato una volta e il 7% ha un profilo di gioco problematico.

Per cercare di evitare l’uso e la dipendenza dagli stupefacenti, la Valtrompia, grazie ad un bando vinto dalla coop Gaia, capofila del progetto Be smart, con l’aiuto della coop il Calabrone e il Consorzio Gli Acrobati, ha ricevuto 240mila euro.  

La psicologa, referente e operatrice del progetto contro le dipendenze Luisa Zani ha spiegato al Giornale di Brescia:

Nell’estate del 2020 abbiamo partecipato ad un bando per contrastare l’uso di sostanze e altre dipendenze. Ci sono voluti tempi tecnici, ma ora siamo partiti.

Nel 2021 il servizio multidisciplinare integrato Gli Acrobati si è occupato di 730 utenti, di cui l’11% con un’età compresa tra i 14 e i 25 anni: il 69% di loro fa uso di stupefacenti, il 27% ha problemi legali, il 3% riporta problemi di alcolismo e l’1% soffre di dipendenza da internet.

Le conseguenze previste sono diverse e rendono partecipi 2700 studenti dei 3 istituti superiori e dei 10 istituti comprensivi della Valle, ma coinvolge anche il resto della comunità e gli adulti.

L’innovazione di questo progetto sta nella multidisciplinarietà con cui guardiamo il fenomeno dell’uso di sostanze – ha aggiunto Zani – Lo possiamo guardare da tanti punti di vista e per questo coinvolge tante professionalità. Fondamentale il protagonismo dei ragazzi e la peer education.