Andrea Ferrari – Sono passati poco più di due anni dal lancio, avvenuto nel gennaio del 2019, della piattaforma sperimentale volta al monitoraggio dell’ambiente.
Sulla carta, il progetto avrebbe dovuto garantire un cambio di passo e di rotta in tema ambientale, integrando i dati messi a disposizione dai comuni con i modelli di valutazione ambientale selezionati dalla comunità scientifica internazionale, arricchiti dalle segnalazioni dei cittadini relative all’abbandono dei rifiuti o agli scarichi di sostanze dannose nei corsi d’acqua.
Un progetto ambizioso, che pare non aver soddisfatto le aspettative degli enti locali, e che ha quindi incontrato la sospensione. Nel 2019 fu promosso dalla Comunità montana e da Azienda Servizi Valtrompia (Asvt), oltre che dai comuni di Lumezzane, Sarezzo, Villa Carcina e Gardone, con gli oneri della prima fase coperti completamente dall’Asvt. Con l’inizio della seconda fase, sarebbe stato compito delle amministrazioni comunali trovare i 300mila euro necessari per il progetto, investimento che non è stato accettato dai municipi coinvolti.
Le motivazioni sono da ricercarsi prevalentemente nella scarsa completezza delle analisi restituite dalla piattaforma, non in linea con le esigenze del nostro territorio.


