Andrea Ferrari – Una storia lunga oltre 15 anni di stima e collaborazione quella fra il dottor Carlo Mosca e la Croce Bianca Lumezzane, che non si è interrotta nemmeno per l’accusa di omicidio volontario di due pazienti covid e i successivi arresti domiciliari ai danni del medico.
Il dottor Mosca ha iniziato nel sodalizio come medico dell’automedica, arrivando poi a ricoprire la carica di direttore sanitario grazie alla professionalità, competenza e volontà dimostrate. La Croce Bianca, specialmente nella persona del suo presidente Valeriano Gobbi ma anche dei militi, non intende prendere posizione in merito alla complessa vicenda legale, ma sicuramente vuole raccontare l’esperienza avuta col medico durante tutti questi anni.
Il ritratto che emerge è quello di un medico estremamente abile nella gestione organizzativa dell’associazione, di un uomo capace nell’instaurare una sintonia con i militi dell’associazione, di un insegnante in grado di formare e di entusiasmare i volontari.
Diventato primario del pronto soccorso di Montichiari, si è trovato ad affrontare in prima linea l’emergenza Covid, individuando una soluzione per aumentare i posti letto proprio grazie alla stima guadagnata nel nostro territorio. Gli sforzi, sostenuti economicamente da imprenditori valgobbini e portati a compimento dalla Croce Bianca, hanno premesso infatti la conversione della mensa in reparto Covid.


