Andrea Ferrari – Incoraggianti, ma non ottimi, i dati emersi dal censimento permanente dell’Istat, elaborati dall’Osservatorio povertà educativa e dall’impresa sociale ‘Con i Bambini’, riguardo al livello di istruzione nella nostra provincia.
In città e provincia, nonostante il livello medio di scolarizzazione in crescita, si stimano più di 3500 persone incapaci di leggere e scrivere. L’ultimo censimento al riguardo è del 2011, e dal confronto emerge un incremento di quasi cinque punti percentuali fra i diplomati e appena del 2,6% fra i laureati.
Le cause sono da ricercarsi sia nei sistemi di raccolta dati, sia nella natura dei nostri territori. Paesi con percentuali più alte di cittadini anziani, infatti, hanno risultati peggiori di paesi più giovani, un dato che non sorprende se confrontate le possibilità nel conseguire il diploma fra oggi e il 1950.
Come riportato dai sindaci di diversi comuni, è da considerare inoltre che la nostra provincia ha sempre avuto una forte spinta lavorativa, in settori dal turistico al manifatturiero, causando un’attraente alternativa agli studi. Non necessariamente negative, quindi, le motivazioni di percentuali leggermente inferiori alla media nazionale, che vanno analizzate rapportate al territorio.
Lumezzane è sopra decisamente sopra la media dei diplomati, con un 61,60% ma sotto la media dei laureati con il 38.40%. Il primo cittadino non si dice sorpreso da un risultato simile, per due motivi: in primo luogo il lavoro, spesso iniziato a praticare da giovani, è nel dna dei lumezzanesi. Una qualità che ha permesso la nascita di molti imprenditori di successo. In secondo luogo ci sono molte offerte formative, come il liceo sportivo o l’agenzia formativa Don Tedoldi, con un appeal in crescita anno dopo anno.
Un discorso diverso è la lotta alla povertà educativa, che viene combattuta sia dalla scuola sia dalla comunità. È proprio la povertà educativa, quindi la mancanza di strumenti e opportunità, che genera a cascata una serie di problemi, primo fra tutti la povertà economica. Fortunatamente, nonostante il periodo di emergenza, nei nostri territori abbiamo molte iniziative, associazioni, corsi formativi e via dicendo volti proprio ad evitare queste situazioni, con una risposta dei cittadini sempre forte.


