Sindaci della Valtrompia: chi prende il reddito aiuti la comunità

Sindaci della Valtrompia: chi prende il reddito aiuti la comunità

 

Abrami Emanuele – la richiesta portata avanti dall’assemblea riunita dei sindaci della Valtrompia è molto semplice: a coloro i quali viene erogato il reddito di cittadinanza non può essere concesso di restare con le mani in mano, in attesa della chiamata. Approvata e condivisa, anche da Lumezzane, la proposta delle varie Amministrazioni: i singoli comuni saranno incaricati di promuovere differenti progetti nell’ambito dell’ambiente e della formazione, ma anche della cultura, dell’arte, progetti che si muovano nel sociale o che siano volti alla tutela dei beni comuni… l’unica cosa che deve essere a tutti comune è l’impegno: minimo 8 massimo 16 ore la settimana che devono essere donate alla comunità. A quella stessa comunità che sta aiutando proprio i nostri concittadini meno fortunati in questo momento di loro personale difficoltà. 
 
L’iniziativa è aperta anche a tutte quelle attività del terziario che operano in valle alle quali viene concessa quindi la possibilità di attivare dei bandi pubblici i quali siano utili all’impiego dei candidati (scelti sempre fra coloro i quali percepiscono il reddito di cittadinanza) scelti in base a interessi, attitudini personali e competenze. Un elenco molto ampio quello che sarà posto dinnanzi a chi ad oggi beneficia del reddito di cittadinanza, una lista alla quale si resterà iscritti finché l’ente pubblico o l’individuo stesso non saranno riusciti a trovare un onesto posto di lavoro. Sentieri sempre più percorribile ora che l’emergenza sanitaria sta, cautamente, scemando. 
 
Di aiuto, da dare, ce n’è davvero tanto: dalla sorveglianza dei parchi e dei giardini pubblici all’aiuto all’interno delle biblioteche, dalla manutenzione delle aree verdi al semplice ruolo di accompagnatore del piedibus locale, dalla pulizia e sanificazione degli ambienti comunali al dare indicazioni logistiche a quanti provengono da fuori. 
 
Insomma, un lungo elenco, ben nutrito e ricco di opportunità non solo per mettersi alla prova e maturare un po’di esperienza ma anche, e soprattutto, per dire grazie alla propria comunità di appartenenza per il sostegno accordato in un momento così, privatamente, difficoltoso.