Abrami Emanuele – Intorno ai suoi 25 anni il primo grosso dilemma. Da un lato, la possibilità di partecipare all’azienda di famiglia. Dall’altro, il desiderio di dedicarsi alla sua passione, per la quale dimostrava un gran talento, quella legata alla lirica. Partita come una piccola azienda a conduzione familiare specializzata nella produzione di levatappi, la società si era infatti presto sviluppata, sino a divenire nota col nome di Fps (Fratelli Pedrini Sarezzo), una delle pioniere del settore dei cerchi in lega. Oggi la società ha preso il nome di Pel dei Pintossi.
Il suo talento, però, quel dono unico di una voce forte e gentile, baritonale e di raro timbro al contempo, lo portano altrove. Studia lirica, partecipa all’importante concorso di Spoleto e lo vince. Comincia ben presto ad esibirsi sui palchi più prestigiosi: San Babila e Nuovo a Milano prima, a La Spezia dopo, fino al Reggio di Parma. La musica Roberto non l’ha mai più abbandonata. Anche dopo che, nonostante i successi continui, il dovere l’ ha richiamato in valle. Per passione, forse per gioco, forse con un po’di amarezza, Roberto Pedrini non ha mai passato una settimana essersi, almeno un giorno, concesso il piacere del canto più libero, nobile e puro, accompagnato da una pianista. Della sua bellissima voce, mai intaccata dal passaggio degli anni, ci rimane una traccia indelebile su di un preziosissimo cd.
A quel cd Roberto affida il racconto di quella sua vita che lo vide dapprima calcare la scena e poi ripiegare, costretto dalle dinamiche aziendali. Ne ricordano la giovialità e la mitezza di cuore la moglie Maria Rosa, i nipoti e i parenti tutti.


