Abrami Emanuele– La nostra Lumezzane è stata da sempre associata, così come i paesi che la circondano, al duro lavoro e all’imprenditoria. Per quanto lusinghiero, questo commento cela sempre un’insinuazione ben più pesante. Vale a dire, che Lumezzane sia solo manualità e fabbriche. Ancora una volta, però, la città non ci sta e non vuole piegarsi al riduttivo stereotipo della grigia metropoli arroccata fra i monti. A rinforzare la nostra immagine ci hanno pensato, stavolta, tre giovani ragazzi che, con grande dedizione, spirito di sacrificio, voglia di fare e passione hanno realizzato non una ben ben due straordinarie opere. La prima, lo è in senso stretto, ed è LUMENS, della quale parleranno gli autori fra poche righe. La seconda è la mostra “NewArt Exhibition”, che proprio a Lumezzane ha trovato casa.
Gli ideatori e realizzatori di questi progetti sono tre, andiamo a conoscerli uno ad uno. La prima è Elena Baldi, di 24 anni, castrezzatese, frequenta l’Hdemia di Belle Arti di Santa Giulia, dove, tramite un accattivante volantino volto a reclutare giovani e volenterosi artisti, ha conosciuto i due compagni di corso (Nuove Tecnologie dell’Arte) Silvia Natali e Andrea Montini. Lei, 22 anni, è di Fornaci, dove spesso svolge attività di volontariato mentre lui, sempre 22 anni, è un lumezzanese doc (qualcuno di voi avrà subito associato il suo nome al gruppo “Giovani per Lumezzane”, del quale fa parte da anni).
Parliamo, prima di tutto, della mostra. Come nasce e perché proprio a Lumezzane?
“L’idea della mostra “NewArt Exhibition” nasce per soddisfare un bisogno di cultura, arte e modernità. Abbiamo scelto Lumezzane perché la tipologia della mostra (digitale, interattiva, sensoriale, generativa) si prestava bene ad essere una completa novità. La scelta della Torre Avogadro non è casuale, infatti in grado di creare un contrasto che esalta il rapporto tra antico (struttura della Torre) e tecnologico, e intende generare un ponte tra diverse generazioni.”
Tutto è cominciato circa un anno fa, da una prima collaborazione fra Andrea e Silvia, i quali hanno steso il progetto occupandosi in prima battuta di riunioni, documenti, collaborazioni, patrocini, ricerca sponsor e dell’organizzazione di un bando di ricerca artisti a carattere nazionale.
“Con nostro stupore la risposta della comunità è stata assai positiva e ci ha permesso di concretizzare l’idea, o meglio, ci permetterà a fine ottobre di farlo. (Causa emergenza sanitaria COVID la “NEWARTEXHIBITION”, prevista per il mese di Maggio in Torre Avogadro, è stata riprogrammata dal 30 Ottobre al 15 Novembre 2020). Nel frattempo è nata anche una collaborazione con l’Accademia Santagiulia, grazie alla quale abbiamo potuto aprire un ulteriore bando interno per la ricerca di studenti e studentesse interessati a collaborare con noi per la realizzazione della scenografia DEL comparto grafico. Così al progetto si è unita anche Elena.”
Una giovane mostra, fatta da giovani, ospitante giovani… e opere innovative, come la vostra LUMENS. Potete raccontarci qualcosa di più? Qual’e il suo significato? Com’è stato lavorare in piena emergenza COVID?
“Il termine LUMENS deriva dal latino “lumen” che significa “luce”, inoltre si rifà all’unità di misura del flusso luminoso. Inoltre è legato alle origini del nome della città di Lumezzane: “LUMEN SANA” (Luce sana); il paese, infatti , è posto principalmente sul versante sud della valle e quindi baciato dal sole tutto il giorno. Attraverso la “S” finale abbiamo poi voluto creare un falso plurale che ricorda la molteplicità degli elementi presenti nella scena. LUMENS è un’opera interattiva digitale in grado di fronteggiare il lockdown, permettendo a chiunque di interagire con l’opera comodamente da casa, come se si fosse presenti al museo fisicamente. Abbatte, altresì, le barriere architettoniche per I portatori di disabilità, o per chiunque non possa godersi la frequentazione di musei nel quotidiano. Il messaggio che vogliamo trasmettere attraverso l’opera è che l’arte, anche in una situazione come quella che stiamo vivendo, non si spegne mai. L’idea è frutto di diverse video-riunioni tra noi organizzatori, durante le quali sono stati stabiliti i diversi metodi di realizzazione (tecnici e artistici). Lavorare in pieno lockdown è stato molto stimolante e ci ha aiutati a distrarci dalla noia e dalla paura del momento. Per tutti noi una sfida inedita, impegnativa e ambiziosa che speriamo abbia successo.”
Potete raccontarci più nel dettaglio il processo di realizzazione e in cosa consiste esattamente il prodotto finito?
“Non appena è stato possibile, abbiamo reperito i materiali (grazie anche all’aiuto delle aziende sponsor, in particolare la ditta “VCA di Vargiu”), e avviato la fase di la produzione vera e propria in una delle stanze della Torre, sempre nel pieno rispetto delle norme di sicurezza (utilizzando le mascherine e mantenendo le distanze interpersonali anche fra noi tre).
LUMENS, attraverso una ricerca minimalista, attua una semplificazione di alcuni elementi naturali tramite tecniche artificiali e digitali. Sul pavimento, quasi a creare un velo d’acqua, sono presenti degli specchi ed elementi ricoperti di pellicola plastica. I materiali contribuiscono a creare una serie di riflessi e giochi di luce, dando l’impressione di trovarsi di fronte a molti più gli elementi luminosi di quelli già presenti. Luci appoggiate a terra ed appese, sono gli elementi portanti ed interattivi; esse saranno collegate a dei singoli interruttori che possono essere attivati per qualche secondo. In alto, le nuvole, formate da una struttura di ovatta che funge da involucro per diverse lampadine, dominano tutta la scena. L’interazione dello spettatore porta alla creazione di un vero e proprio lampo, tramite l’accensione ad intermittenza delle luci. Parte integrante dell’opera è costituita da strisce di tessuto, più o meno larghe, appese al soffitto. Esse, disposte su tutta l’area, aiutano a creare diverse sfumature di luce ed ombra. Lo spettatore, inoltre, può interagirvici attraverso l’accensione di un ventilatore che ne permetterà il movimento casuale. Gli elementi finali, che determinano l’effetto sorpresa, sono le lampade UV che permettono di svelare sfumature di colore fluorescente, nascoste all’interno dell’opera. Un secondo mondo parallelo che copre e si fonde con quello preesistente.
Tutta l’opera è stata interamente realizzata con materiali di riciclo, tema che sta molto a cuore a noi giovani. Ecologia ed elementi della natura (terra, fuoco, aria, acqua) saranno contenuti fondanti anche nella futura mostra.”

E come vanno queste interazioni in tempo reale?
“L’opera è pensata per essere usata da chiunque e ovunque: è sufficiente un SMS con il proprio cellulare. Usufruibile solo online, la live può essere visionata h24 dal nostro sito web. Ci riteniamo molto soddisfatti del nostro lavoro. Nel giro di una settimana abbiamo ricevuto 1500 visualizzazioni effettive della diretta streaming.”
Quali sono, piuttosto, i vostri piani per il futuro? Avete intenzione di collaborare ancora?
“Abbiamo molte idee per il futuro: pensiamo già ad una seconda edizione della mostra, come alla creazione di un gruppo culturale composto da giovani. Sappiamo di aver imparato moltissimo confrontandoci e sostenendoci per questo motivo non vediamo l’ora di collaborare nuovamente in futuro.”
Un ultimo messaggio che volete lanciare, oltre a quelli delle vostre incredibili iniziative, ai nostri lettori?
“Il consiglio che sentiamo di dare a tutti i giovani ed aspiranti artisti è quello di cimentarsi sempre in nuove esperienze creative, di non fermarsi mai al primo ostacolo o davanti alla frase: “non sono capace”. Dopotutto, è con il tempo che si impara. È l’esperienza il vero motore della conoscenza. Non è forse questa l’arte? Interagire ed esplorare nuovi campi E nuove frontiere creative.”
Complimenti ancora e in bocca al lupo a Elena, Andrea e Silvia! Illuminate la nostra Lumezzane!
PER SCOPRIRE L’OPERA, I COMANDI E MAGGIORI INFORMAZIONI VISITARE IL SITO: https://www.newartex.cloud/opera.html


