Intervista a Maria Masperi, un’ anziana di Lumezzane

Intervista a Maria Masperi, un’ anziana di Lumezzane

Come ha vissuto la quarantena fino a questo momento? Si trovava in compagnia della sua famiglia o l’ha affrontata in solitudine?

L’ho vissuta, finora, con preoccupazione e un po’di paura. Non tanto per me quanto per mio marito: ha 85 anni (io ne ho 72) e la cronaca ci insegna quanto sia a rischio la sua fascia di età. Ci siamo tenuti compagnia in queste settimane, guardando la televisione, giocando a carte e chiacchierando piacevolmente. Abbiamo avuto anche la grande fortuna di essere visitati dalle nostre tre figlie, le quali ci potavano la spesa. Un dialogo vissuto “da lontano” (dalla finestra che si affaccia sulla strada per essere precisi), ma pur sempre un momento di calore e vicinanza importante.

Cosa le è pesato di più in questo periodo?

Non vedere la famiglia i miei nipoti. Era nostra tradizione, infatti, ritrovarci tutti assieme a pranzo la domenica, e di questo sento molto la mancanza. Mi manca molto anche il non poter rivedere gli amici, o il non poter frequentare le persone e i luoghi dell’associazione Amici degli Anziani, il ricovero…

Qual’è la prima cosa che desidera fare appena si potrà tornare alla normalità?

La primissima cosa che vorrei è riavere la mia famiglia qui, riunita. Subito dopo, poter rivedere le amiche e gli amici: fare una partita a tombola insieme, le cose più semplici. Ci sarebbe molto piaciuto poter andare al raduno degli Alpini, quest’anno come tutti gli anni. Mio marito fu infatti Alpino, e ora, a 85 anni, si era ripromesso che il Raduno Nazionale di Rimini sarebbe stato l’ultimo. Speriamo che si possa rimandare l’arrivederci a questa bellissima iniziativa al Maggio prossimo!

Ha per caso avuto modo di fare esplorare qualche sua passione durante questo periodo di clausura?

Ha cucinato tantissimo: dal pane fresco, alle pizze, alle torte, alle piadine e molto altro ancora. L’ho fatto più che altro per passare il tempo. Sfortunatamente, tutto quello che si cucina lo si deve poi anche mangiare, col rischio di mettere su un po’di peso. Nonostante sappia cucinare di tutto, il mio piatto preferito in assoluto resta un piatto molto semplice: la cotoletta. Mio marito preferisce invece qualcosa di più sostanzioso: il cotechino. È un uomo d’altri tempi, amante dei sapori forti.

Questa esperienza la cambierà? Secondo lei, come?

Sicuramente è stata un’esperienza che ha avuto anche dei lati positivi. Stando in casa tutto il giorno, ho avuto la possibilità di parlare di più con mio marito, e di uscire un po’dai ritmi eccessivamente frenetici della vecchia quotidianità. Certo, spiace sempre che la famiglia non sia tutta unita, ma le mie figlie mi hanno tenuta aggiornata inviandomi delle fotografie. Una in particolare, che non amava particolarmente cucinare, si è invece riscoperta una capacissima cuoca. In questo delicato e difficile momento ho ancora un po’di paura ad uscire. Soprattutto, ho paura che la gente si scordi di quello che stiamo vivendo ora troppo in fretta una volta che ci sarà concessa un po’di libertà. E che le vecchie abitudini abbiano la meglio, rigettandoci nella quarantena. Speriamo bene!