IL COVID: dalla diffusione del virus alla diffusione delle bufale

IL COVID: dalla diffusione del virus alla diffusione delle bufale

Capisci che l’Italia è in preda al panico quando vedi che la gente inizia ad affidarsi alla scienza” (Spinoza.it 24 febbraio 2020).

Quando esplose il focolaio a Wuhan in Cina, iniziarono a circolare informazioni confuse. La questione in fondo non ci riguardava più di tanto, il paese era lontano e l’idea che in molti si erano fatti era quella di una situazione poco chiara che tendeva ad essere enfatizzata per cercare di fare notizia. Poi la situazione è diventata più seria, è arrivata fin qui ed ora siamo in piena emergenza, almeno fino 18 marzo, momento in cui scrivo ed è davvero complicato dire quando ne usciremo.

Non è certo tempo di bilanci, ma possiamo guardarci indietro facilitati dal senno di poi, per comprendere che i segnali c’erano tutti, ma qualcosa è andato storto. I fattori che hanno alimentato la confusione sono molti e credo che l’informazione cosiddetta alternativa abbia fatto la sua parte per confondere e sottovalutare la situazione. La scienza negli ultimi anni è stata bombardata da bugie, illazioni, teoremi e complotti che l’hanno delegittimata dal ruolo di far comprendere i fenomeni che ci circondano.

L’OMS, la comunità scientifica tutta, aveva messo in guardia sugli scenari a cui saremmo andati incontro ed è mancato un coordinamento sovrannazionale per gestire questa emergenza. Facile dire chiudiamo tutto o limitiamo gli spostamenti, metterlo in pratica è tutt’altra cosa. Oggi, oltre alle misure messe in campo, dobbiamo appellarci al buon senso, ma è evidente che ci espone ad un pericolo ulteriore, perché non solo la sensibilità di ognuno è diversa, ma pare che l’idea di senso comune sia distorta da anni di disinformazione. La comunità scientifica stessa si trova in una situazione di stallo, non ci sono i tempi tecnici per verificare le pubblicazioni attraverso le revisioni paritarie che richiedono mesi e quindi, risulta difficile farsi un’opinione anche per gli addetti ai lavori.

È in questo clima che dilagano le false notizie che distorcono le opinioni ed è normale leggere, per esempio, che questo virus sia opera dell’uomo. Spesso questa affermazione viene riportata come sensazione personale, basandosi semplicemente sulle dinamiche del mondo, ma quali sarebbero? HIV, SARS, Ebola, Aviaria, sono forse virus artificiali? È Chiaro che se qualcuno ne è convinto, gli risulterà facile pensarlo anche in questo caso. Noi tutti, con i nostri profili social e le applicazioni per comunicare siamo dei veicoli e troppo spesso diffondiamo il virus della disinformazione. Ne abbiamo avuto un assaggio nel momento in cui l’Italia si è resa conto che la situazione stava sfuggendo di mano: le persone erano allarmate e terrorizzate e si è preferito diffondere ottimismo, sottovalutando le conseguenze a cui poi saremmo andati incontro. Ci sono stati giorni in cui si leggeva che, in fondo, il coronavirus era paragonabile ad una semplice influenza ed in molti hanno optato di “combattere” il virus cercando di fare la vita di sempre, vantandosene pure!

Un bombardamento di falsità che ha demolito il buonsenso: “le mascherine non servono a niente”, “il cv è poco di più di una influenza stagionale”, “di cv non è mai morto nessuno”, “il cv è una pandemia mediatica”, “non dobbiamo restare fermi, bisogna uscire nelle ore in cui è consentito per sostenere le nostre attività commerciali”. Qualcuno ha addirittura insinuato che i dati sui ricoveri fossero fasulli, esagerati, superflui e che i tamponati sembravano tanti perché li facevano a chiunque. E ancora “il virus circola da mesi, la maggior parte di noi probabilmente lo ha già superato”, ma a quel ragionamento mancavano dei riscontri fondamentali: i numerosi ricoveri all’ospedale, le urgenze in terapia intensiva e i morti.

Tutto ciò ora è sotto i nostri occhi e purtroppo il coronavirus ha dimostrato quanto sia pericoloso credere alle bufale.

Il mio appello personale è quello di affidarsi agli organi di informazione ufficiali, di seguire minuziosamente i consigli che ci vengono dati, e nel nostro piccolo evitare di diffondere il virus dell’ignoranza e della stupidità. Smettiamola di condividere sciocchezze e se non siamo sicuri di quello che leggiamo, lasciamo perdere. Il mondo ne uscirà anche senza la condivisione del messaggio dell’amica del cugino che ha un collega che conosce quel tale che lavora a Wuhan.

Teniamoci per noi le congetture e i teoremi assurdi e infondati che offendono quanti in questo periodo stanno rischiando la vita per farci uscire da questo pantano. Smettiamola di lamentarci per le cose non fatte, non diamo retta a di chi fa polemica per interessi di bottega e cerchiamo di ritrovare coesione ed unità, solo cosi la nostra lotta porterà a risultati efficaci.