I Carabinieri di Lumezzane indagano attorno alla natura degli incendi dei giorni scorsi. Nulla è da escludere, in quanto le fiamme potrebbero essersi diffuse per natura colposa a seguito di normali attività umane. La natura dolosa di entrambi gli incendi non è quindi automaticamente deducibile.
La Regione Lombardia, negli scorsi mesi, aveva dichiarato la situazione di allarme incendi boschivi per tutto il territorio regionale, proprio a seguito del clima eccessivamente secco.
I Vigili del Fuoco di Lumezzane hanno iniziato i loro interventi nella sera di venerdì 22 febbraio 2019, nel così detto “Canalone di San Giorgio”. Intervenuti all’alba i volontari della Protezione Civile antincendio, per le operazioni vere e proprie di spegnimento.
Nella tarda mattinata di sabato 23 febbraio gli interventi si sono poi concentrati sul secondo focolaio, partito da località Boio, che ha interessato il Monte Ladino anche per tutta la giornata di domenica. In serata l’allarme da Nave, dove i Vigili del Fuoco, precipitatisi in località Sant’Onofrio, non sono intervenuti per la grande distanza dell’incendio.
Ma l’allarme è suonato di nuovo questa mattina, nel sito del primo incendio, a causa della radice di un albero che aveva ripreso fuoco, indice delle tutt’ora persistenti alte temperature del sottosuolo interessato. Fortunatamente il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile ha accertato la situazione.


