Di fronte all’interrogativo di Gesù che, con un velo di tristezza, chiede: “Quando tornerò, ci sarà ancora fede sulla terra?”, credo che tutti ci sentiamo un po’ smarriti. Ci rendiamo conto, effettivamente, che senza la fede la vita non è più vita e che non si fa mai abbastanza (soprattutto senza alcuna certezza) per dare valore alla fede, affidata a noi come un tesoro prezioso da non nascondere nella terra, ma per dare a sé e agli altri frutti buoni e saporiti. Ci rendiamo conto, inoltre, che è più facile “perdersi” dietro ad altri pensieri, che “rimanere” saldi nella fede ricevuta nel Battesimo.
Questa premessa mi serve per annunciare che torna l’iniziativa il “Pellegrinaggio Mariano sui nostri monti” del 25 aprile, che, appunto, vuol essere il segno di una nuova primavera della fede. E quest’anno non è un anno qualunque, ma il decimo anno da quando è nato. Per questo, Bruno e tutti coloro che si stanno dando da fare per la sua organizzazione confidano in un’ampia partecipazione della gente di Lumezzane, che nei confronti della Madonna ha sempre dimostrato affetto e devozione.
Il percorso resta quello di sempre, alternando la preghiera (animata dalle suore di Sant’Apollonio con l’accompagnamento di canti e chitarre), a soste per il ristoro di acqua e cibo. Dalla chiesa parrocchiale della Pieve dove ci si ritroverà alle 7.45 per la benedizione e l’inizio del pellegrinaggio, si sale fino alla chiesetta di San Bernardo, passando, ovviamente, da tappe intermedie, come la Santella della Madonna di Lourdes da Popi, la famiglia Zani, la chiesetta di San Bernardo, la santella mariana dei Giori, la statua del Cristo dei Monti, la casa dei Bresciani, la famiglia Berna, la Madonna di Don Saverio.
Le novità non mancheranno, e credo che gli organizzatori non me ne vorranno se rivelo che si prevede la presenza dei frati di Gazzolo e della parrocchia di San Sebastiano, che si prenderà cura di animare in particolare la tappa della santella di Popi, auspicando che nel tempo pure le altre comunità parrocchiali di Lumezzane giungano a scegliere di fare animazione delle altre santelle, con le modalità stabilite da chi organizza, ravvivando anche in questa iniziativa la comunione dell’Unità Pastorale che siamo chiamati a tenere alta in tutte le proposte di natura spirituale o meno.
In questa decima edizione, io credo che, oltre a tutte le richieste di preghiera per le varie intenzioni, ci verrà chiesto di riflettere sulla prossima santificazione di Papa Paolo VI, il Papa nato e cresciuto a pochi chilometri da noi. Presto, infatti, egli sarà riconosciuto santo, grazie al miracolo da lui operato in favore di una bambina che, per una grave complicazione al quinto mese di gestazione, secondo la scienza non avrebbe avuto nessuna speranza di nascere.
E c’è pure l’aspetto mariano di Papa Paolo VI da tenere presente. Fu lui, infatti, il 21 novembre 1964 a proporre di riconoscere Maria come Madre della Chiesa. Da questa sua intuizione, con decreto del 3 marzo 2018 e firmato dal cardinale prefetto della Congregazione del Culto divino, Robert Sarah, Papa Francesco ha stabilito che, il lunedì dopo Pentecoste, la memoria di Maria Madre della Chiesa diventi obbligatoria per tutta la Chiesa di rito romano.
Il cardinal Sarah in merito ha dichiarato: “È evidente il nesso tra la vitalità della Chiesa della Pentecoste e la sollecitudine materna di Maria nei suoi confronti… L’auspicio è che questa celebrazione, estesa a tutta la Chiesa, ricordi a tutti i discepoli di Cristo che, se vogliamo crescere e riempirci dell’amore di Dio, bisogna radicare la nostra vita su tre realtà: la croce, l’ostia e la Vergine”.
Che ne dite? Ce n’è di carne al fuoco? A proposito, le iscrizioni al pellegrinaggio si ricevono entro domenica 22 aprile, iscrivendosi presso gli oratori o telefonando presso il seguente numero 338.154.9187. Buon cammino di fede.
di Fiorella Elmetti


