Ennesima rapina in farmacia: Lumezzane nel mirino

Ennesima rapina in farmacia: Lumezzane nel mirino

Dopo Brescia, Palazzolo e Milzano, Lumezzane è stato il palcoscenico per l’ennesima rapina ai danni di una farmacia locale. E’ l’ora di chiusura alla Dottor Bruschi di San Sebastiano, quando un rapinatore con il volto coperto fa irruzione, pretendendo di ottenere l’incasso della giornata, che ammonta a qualche centinaia di euro. Il ladro, armato di coltello, una volta ottenuto l’incasso, se n’è subito andato. Quello di Lumezzane è il quarto assalto nel giro di una settimana, dimostrazione del fatto che le farmacie sono evidentemente ritenute bersagli facili e remunerativi. Alla farmacia Busetti di Via Firenze a San Pancrazio (Palazzolo), nella sera di sabato 3 febbraio, il rapinatore armato di pistola ha fatto fuoco tre volte in risposta al tentativo di opposizione del Dottore che si trovava dietro il bancone: “Non la poteva fare franca, gli ho bloccato il braccio prima che potesse puntare l’arma. Lui ha fatto fuoco e tre proiettili si sono conficcati nel soffitto”. Alle 18.30 del giorno prima, venerdì 2 febbraio, la farmacia Don Bosco di Via Zara, nel centro storico di Brescia, è finita nel mirino di un uomo, irriconoscibile dal volto coperto. La titolare ha tentato di opporsi, ma è stata poi spinta a terra e soccorsa da un parente che stava sul retro, e che si è precipitato al soccorso ed è riuscito ad allontanare il bandito con uno spray al peperoncino. Di fronte a questi episodi, spesso violenti, la presidente di Federfarma, Clara Mottinelli, ha annunciato che avverrà un incontro in prefettura per chiedere più prevenzione e misure di sicurezza. Non è la prima volta che si registra una serie di rapine analoghe alle farmacie: tra il 2012 e il 2013 una situazione simile aveva spinto i proprietari della attività commerciali farmaceutiche a rinforzare le proprie misure di sorveglianza, in collaborazione anche con le forze dell’ordine. La situazione analoga potrebbe richiedere ulteriori implementazioni in questa direzione, mentre ai titolari e addetti potrebbero essere proposti dei corsi di autodifesa