Martina e Simona, Giovani Vigilesse Volontarie

Martina e Simona, Giovani Vigilesse Volontarie

Giuseppe Loda – Duplice intervista a Martina Cavagna e Simona Sinibaldi le coraggiose e giovanissime vigilesse del fuoco volontarie. 

Intervista a Martina:

Una scelta non indifferente quella di diventare volontaria dei vigili del fuoco, com’è nata?

«Papà è un vigile del fuoco da quanto sono nata, la presenza della vita da vigile del fuoco è sempre stata parte della mia famiglia. A quindici anni ho pensato di iscrivermi al corso volontari, ma con molti ripensamenti per paura della pericolosità del mestiere, però a diciotto anni ho deciso di entrare per passione».

Cos’è che temi del lavoro, gli incendi, gli incidenti?

«Negli incidenti fa impressione quando ci sono di mezzo le persone, devo farci ancora il callo. Per gli incendi inizialmente avevo paura ad entrare in una stanza completamente presa dalle fiamme, ma dopo il corso la paura è passata. L’attenzione non è mai abbastanza».

Quali sono gli interventi che attuate più frequentemente?

«Dipende dalla stagione, in genere in estate interveniamo per risolvere problemi legati agli acquazzoni, mentre in inverno capita spesso che vadano a fuoco le canne fumarie. Poi l’anno scorso abbiamo fatto dei grossi interventi sugli incendi boschivi, di cui uno della durata di ben tre giorni».

Differenze tra i permanenti e i volontari?

«I corsi di formazione e il fatto che i permanenti fanno solo quello di mestiere e sono stipendiati regolarmente, noi siamo pagati ad ore di servizio e teniamo turni di reperibilità. Sul campo non ci sono differenze, tutti fanno le stesse operazioni».

Pensi di proseguire?

«Spero di diventare una permanente, vediamo quando sarà il prossimo concorso».

Intervista a Simona:

Cosa ti ha spinto a fare la vigilessa?

«In famiglia siamo donatori e volontari, quindi mi è sempre piaciuto voler fare qualcosa per gli altri. Quando è stato il momento di decidere ho scelto di farmi volontaria dei vigili del fuoco».

Stai lavorando tanto in questo periodo?

«Sì, sto uscendo molto, grazie anche ai miei titolari di lavoro, che mi permettono di alternare le uscire con il turno di volontariato. Devo dire che mi piace molto, il lavoro è molto coinvolgente ed adrenalinico».

È difficoltoso lavorare e fare pronto intervento?

«Riesco perfettamente a far conciliare le due cose. Faccio i turni ma ho la reperibilità anche durante il lavoro».

Previsioni per il futuro?

«Al momento non penso di passare a permanente, vado avanti con il mio lavoro. Quindi intanto vado avanti a far la volontaria»

Gli interventi come sono?

«Gli interventi che ho fatto finora non erano di situazioni brutte. Sul momento dell’intervento fa tanto l’adrenalina, ti fa fare cose che normalmente non faresti. Valuti i rischi ma si agisce». 

Due ragazze giovanissime e con tanta voglia di fare, Lumezzane continua a dimostrarsi una comunità ricca di risorse. Le auguriamo il meglio e che questa passione per il volontariato possa essere duratura.