Itap, azienda leader nella produzione di valvole, raccordi e collettori per sistemi sanitari e di riscaldamento, non è certo nuova ai rapporti internazionali, dato che esporta i suoi prodotti in oltre 100 paesi, ma il progetto che ha seguito in Burundi è qualcosa di unico.
La comunità delle suore di clausura di Rweza, in Burundi appunto, si è adoperata per ricavare fondi e materiali per rinnovare l’impianto idraulico del loro monastero, ormai vecchio, danneggiato e quasi non più in grado di approvvigionare acqua.
Oltre a questa opera si sono riproposte di mettere a disposizione un piccolo acquedotto per la gente bisognosa vicino al monastero.
Per Itap l’acqua è un bene essenziale ed importante, così come è importante aiutare chi ne più bisogno. Per questo ha deciso di contribuire alla realizzazione di questa opera e fornire le componenti necessarie a realizzare gli impianti.
Per noi l’acqua potabile è diventata un bene quasi scontato, ma non è così in molte regioni, l’importanza della quale viene riassunta alla perfezione dalla Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite: “L’accesso all’acqua potabile e un sistema fognario elementare sono componenti indispensabili di una primaria cura della salute, di sviluppo umano e una condizione imprescindibile per vincere la guerra contro la povertà, la fame, la mortalità infantile e il raggiungimento dell’uguaglianza tra uomo e donna”. Una realtà lontana quindi da noi, ma vicina all’azienda lumezzanese che dai primi anni ’70 produce componenti per idraulica ed è consapevole dell’importanza che rivestono specialmente in alcune zone del mondo.
Un gesto che ci ricorda come, anche in questo 2020 caratterizzato da molte difficoltà e molti stop, la solidarietà non si sia fermata.


