L’osservatorio di Lumezzane ancora una volta super star

L’osservatorio di Lumezzane ancora una volta super star

Andrea Ferrari – Era il 1997, frequentavo la quinta elementare, ma il ricordo della mia gita all’Osservatorio Astronomico Serafino Zani è ancora vivido. Certo, sono stato molto fortunato a poter osservare la cometa Hale-Bopp, con la famosa doppia coda bianca e blu, e a poterlo fare a sue passi da casa in un vero osservatorio astronomico. La cometa ora sta continuando il suo viaggio per il sistema solare, ma lo splendido osservatorio resta ben saldo sul colle San Bernardo, pronto a stupire bambini e meno bambini, e sempre ricco di novità.

La serata astronomica organizzata dalla scuola dell’infanzia Santa Gianna Beretta Molla di Lumezzane S.Apollonio, ad esempio, è stata raccontata sulla rivista americana “Planetarium” nel numero di settembre, dove sono riportati anche un paio di disegni dei bambini. Prenotare una guida per le serate astronomiche con guida a distanza è possibile all’indirizzo e-mail: osservatorio@serafinozani.it, con lo scopo di familiarizzare con il cielo e di rendere l’osservazione, anche ad occhio nudo, interessante per tutti. Sempre allo stesso indirizzo gli insegnanti possono richiedere parti delle interviste fatte dall’osservatorio ad astronomi e divulgatori di primissimo piano, come Lucia Marchetti, Senior Lecturer del Department of Astronomy University of Cape Town, disponibile su richiesta dal 21 ottobre, dal titolo ‘piccoli scienziati crescono… con l’aiuto della maestra!’. Da 23 ottobre saranno disponibili, sempre su richiesta, le interviste dal titolo ‘L’astronomia di Dante’ a Loris Ramponi e Marco Garoni. L’indirizzo è invece info@serafinozani.it per avere maggiori informazioni sulle nuove visite-gioco, dal 24 ottobre in poi, dal titolo ‘Caccia al tesoro nei musei: rosso … rondine’ adatte anche ai più giovani. Infine, su radiobresciasette.it, il 25 alle 11.40, sarà trasmesso in diretta l’intervento ‘Arte e scienza per tutti’.

Esattamente come è successo a me, per generazioni di bambini e ragazzi della nostra valle (e oltre), l’osservatorio ha permesso di toccare con mano quella scienza che, soprattutto alle elementari, viene studiata quasi esclusivamente sui libri.