Abrami Emanuele – Conosciamo tutti il professore più famoso dell’Inghilterra del XX secolo: JRR (John Ronald Reuel ) Tolkien. Nasce il 3 gennaio 1892 a Bloemfontein, in Sudafrica, primogenito di Arthur Tolkien e Mabel Suffield, coloni inglesi originari di Birmingham. Nel 1894 nasce il fratello Hilary Arthur. Grazie ad una borsa di studio ottenuta nel 1911 può frequentare l’Exeter College di Oxford, dove otterrà il titolo di Bachelor of Arts nel 1915. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, nel 1914, Tolkien ritarda l’arruolamento, nonostante le pressioni dei tre amici, che si arruolano invece subito. Lo scrittore entrerà nell’esercito solo nel 1915, come sottotenente nel battaglione dei Lancashire Fusiliers. Lo stipendio da ufficiale, anche se magro, gli consente di superare le croniche difficoltà economiche che lo opprimono e di sposare Edith Bratt nel 1916. Nel 1921 diventa professore di Lettere all’università di Leeds.
Nel 1924 nasce il suo terzo figlio, Christopher. L’anno successivo viene nominato professore di Filologia Anglosassone presso il Pembroke College di Oxford.Risale a questi anni l’inizio della sua amicizia con Clive Staples Lewis. Nel corso di questi ritrovi venivano lette ad alta voce alcune composizioni letterarie inedite dei membri, che ricevevano poi le critiche e i giudizi degli altri. In questo ambiente faranno la prima comparsa le opere letterarie più conosciute del Professore, tra cui Il Signore degli Anelli. Nel 1937 la casa editrice Allen & Unwin dà alle stampe Lo Hobbit, prima opera narrativa compiuta dello scrittore. Il successo ottenuto spingerà Tolkien a proseguire nella produzione narrativa. Nel 1945 gli viene assegnata la cattedra di Lingua Inglese e Letteratura Medievale presso il Merton College. Tra il 1954 e il 1955 vengono pubblicate, sempre dalla Allen & Unwin, le tre parti de Il Signore degli Anelli.Il ritiro definitivo dall’attività accademica avviene nel 1959. Morirà nel 1973.
Fra i grandi esperti ed appassionati di questo personaggio chiave della letteratura del XX secolo, c’è l’autore Mauro Toninelli, il quale ha presentato il suo “Colui che raccontò la Grazia. Una rilettura de “Il Signore degli Anelli” di Tolkien” alla più importante convention annuale della Società Tolkeniana nelle Marche.
Per prima cosa vorrei chiederle di dirci qualcosa di più su di lei in modo tale da soddisfare la curiosità di chi ancora non la conoscesse
Sono lumezzanese di stirpe da parte di madre, per così dire, visto e considerato che mio padre giunse a Lumezzane da ragazzino con i miei nonni e le sue sorelle per motivi lavorativi. Nella vita insegno IRC al Liceo Classico Arnaldo di Brescia, sono laureato in Lettere Moderne (vecchio ordinamento) e in Scienze religiose (Laurea Magistrale); sono iscritto all’ordine dei giornalisti , scrivo articoli e libri per passione e, non diciamolo troppo ad alta voce, mezza professione
Ci può svelare qualcosa di più sul suo libro? Di cosa tratta?
“Colui che raccontò la Grazia. Una rilettura de Il Signore degli Anelli di Tolkien” è uscito lo scorso anno con la casa editrice Cittadella di Assisi. È nato dalla passione per Il Signore degli Anelli che mi accompagna da quando andavo alle scuole superiori e negli anni si è approfondita sempre di più, leggendo, studiando, frequentando convegni… Mi ha portato a capire meglio l’autore e l’opera. Tutto questo è convogliato in un lavoro che, prima di essere un libro (seppur scritto fondamentalmente già come tal), è stata la tesi per la laurea magistrale in scienze religiose. Nel testo cerco di offrire ad un lettore ipotetico, quindi tanto ad un amante di Tolkien quanto a colui che non lo conosce, alcuni stimoli e chiavi di lettura rispetto all’opera: “Il Signore degli Anelli”. Una delle attenzioni che ho cercato di tenere è stata quella di rimanere fedele alle parole utilizzate da Tolkien, per poterlo comprendere meglio. Questo è stato notato anche da chi mi ha fatto l’onore della sua partecipazione: don Raffaele Maiolini nella sua prefazione scrive “Qui non è Toninelli che parla de Il Signore degli Anelli o di Tolkien, ma è Toninelli che fa parlare Il Signore degli Anelli attraverso Tolkien e Tolkien attraverso Il Signore degli Anelli”. È capitato che coloro che avevano già letto Il Signore degli Anelli scoprissero sfumature e cose nuove non ancora notate e chiudessero il mio lavoro con il desiderio di controllare quanto avevo scritto, ed è capitato che coloro che non avevano letto Il Signore degli Anelli finissero con la voglia di leggerlo… Sono indubbiamente delle belle soddisfazioni! Ci sarà anche qualcuno a cui non è piaciuto, ma nessuno me l’ha ancora detto!
Quali altri libri ha avuto occasione di scrivere prima di questo?
Ho scritto altri 3 libri prima di questo:
“Perché ci vuole Cuore. Scuola e futuro promessa per il mondo”, una riflessione sulla scuola a partire dai romanzi di formazione della letteratura italiana dall’Unità d’Italia alla seconda guerra mondiale e “Io, papà? 9 mesi coi baffi”, un diario divertente dei 9 mesi di gravidanza visto dal punto di vista del papà; entrambi sono stati editati da Meccanica delle idee.
“Siate fedeli alla terra! Il realismo cristiano nella rilettura di F. W. Nietzsche ad opera di F. Hadjadj” uscito nel 2018. Un testo particolare che tocca alcuni aspetti importanti del vivere con cui ho voluto fare un esperimento. C’erano almeno un paio di editori disponibili alla pubblicazione ma ho voluto fare l’esperimento della pubblicazione con Amazon. Ciò mi ha permesso di restare libero nella scelta del prezzo che non volevo molto alto e perché il formato è molto particolare (praticamente, una sorta di quadernone) perché lo immagino come una raccolta di appunti che si passano di studente in studente di annata in annata e… C’è molto spazio bianco proprio per permettere l’aggiunta di nuove idee o commenti.
Tolkien: come nasce la passione che l’ha spinta nelle Marche e quanto ha influito sul suo stile e sulla sua filosofia.
Nelle Marche sono finito perché lì mi hanno invitato al fine di disquisire circa il mio libro in un evento interessante e pensato ad hoc. Tolkien è un maestro, un amico, un compagno…. In Italia esistono differenti realtà Tolkieniane: “Tolkieniani Italiani”, “i Cavalieri del Mark” e la “Radio di Arda” mi hanno contattato dopo aver letto e conosciuto il mio libro, grazie anche a un grande cultore di Tolkien di nome padre Guglielmo Spirito. Con loro e con altri studiosi si collabora, ci si scambia idee e riflessioni. È molto interessante perché ciascuno ha poi le proprie competenze e le proprie vedute, e questo clima febbrile di scambio e innovazione aiuta sia il progresso individuale che quello collettivo.
L’esperienza di Civitanova è stata molto interessante. Il tutto è stato costruito come un dialogo tra le mie parole e le musiche di Glindar che ha pubblicato un album in cui canta alcune poesie presenti ne “Il Signore degli Anelli”. La luce del sole del secondo pomeriggio e l’uliveto in cui ci trovavamo offrivano una location da sogno in cui è stato ancora più facile raccontare Tolkien. Ho raccontato di come sia nato “Il Signore degli Anelli”, come bene e male non siano principi assoluti alla pari a differenza di moltri altri romanzi fantasy, ma che il principio di partenza sia nel Bene, abbiamo parlato di libertà, di volontà, di Grazia cercando di spiegare cosa significhi che l’opera è cattolica, unica etichetta data da Tolkien a “Il Signore degli Anelli”, e poi tanto altro.
Se ci fosse un’opera di Tolkien che avrebbe voluto stendere lei, quale sarebbe? E perchè?
Direi ovviamente “Il Signore degli Anelli” perché è qualcosa che contiene verità antropologiche e teologiche, come cerco di mostrare nel libro, in grado di dialogare con gli uomini di ogni tempo. Il “Signore degli Anelli” sa toccare corde nell’animo umano che ti portano a sentire dentro qualcosa che porta il lettore a ripercorrere, anche più volte, le vie della Terra di Mezzo per poi tornare, come Sam alla fine del romanzo, a casa. È un libro che si legge per il piacere di leggere ma che svela verità profonde a ciascuno. È un capolavoro, difficilmente etichettabile, nonostante lo si releghi nella fantasy… c’è molto di più.



