Scuole e COVID-19: ne Parliamo con la Professoressa Sara Giacomelli

Scuole e COVID-19: ne Parliamo con la Professoressa Sara Giacomelli

Di EMANUELE ABRAMI

In questi giorni così incerti e difficili, l’attenzione si focalizza, giustamente su quelle categorie sociali la cui salute risulta la più minacciata dal temibile coronavirus COVID-19. Fra questi, in particolare, gli anziani. Non dobbiamo però dimenticarci di tutti gli altri, e, in particolar modo, dei più giovani. In Lombardia le scuole sono chiuse agli studenti da ormai svariate settimane, e con ogni probabilità lo resteranno ancora per qualche tempo. Come stanno vivendo, allora, questa complessa situazione gli alunni e gli insegnanti?

Ne parliamo con la lumezzanese Sara Giacomelli, professoressa presso l'”IIS Carlo Beretta di Gardone Vt”

Dalle cronache si legge ormai da tempo che le scuole sono “chiuse”, è la verità o i docenti e il personale amministrativo sta continuando a lavorare?   

Le scuole sono chiuse fisicamente però i docenti continuano a lavorare a distanza (d.a.d. didattica a distanza), attraverso lezioni on line con piattaforme quali zoom o Skype e attraverso le aule virtuali. Queste sono state create appositamente dai gestori che realizzano i software per i registri elettronici di cui ormai ogni istituto fa uso.

Com’è stata la transazione da lezione a video-lezione?

Inizialmente non è stato facile adattarsi a questa nuova modalità, la scuola non era del tutto pronta ad un cambiamento così radicale nel metodo di insegnamento. Però in poco più di una settimana tutti gli istituti e tutti i docenti si sono attivati per non lasciare soli gli studenti. ( il ministero ha anche attivato corsi di formazione per il personale dedicati alla d.a.d.). Sono convinta che la vera scuola esista solo in presenza e che sia prima di tutto un mix fra relazione, condivisione e costruzione di competenze a più mani. Riuscire a mantenere tale legame con le video-lezioni è certamente difficile. Attraverso questa modalità le attività risultano un po’più impersonali ma non per questo meno efficaci dal punto di vista degli apprendimenti.

E come hanno reagito gli studenti a questo cambio di marcia? Soffrono la lontananza dall’ambiente scolastico, o riescono a studiare di più visto il minor numero di distrazioni nelle quali rischiano di incorrere?

I ragazzi hanno risposto devo dire piuttosto bene a tali nuove modalità. Svolgono puntualmente i compiti affidati e si collegano con regolarità alle lezioni on line. Credo anzi che siano contenti di vivere questa parvenza di normalità collegandosi con professori e compagni. Ci sono molte difficoltà tecniche legate alle connessioni etc… però si lavora ugualmente. Quasi tutti gli studenti esprimono costantemente il desiderio di tornare alla normalità, sentono la mancanza dell ambiente scolastico e dei compagni. Inoltre sentono la mancanza della possibilità di discutere, a volte anche di divagare, su vari argomenti, non solo scolastici ma anche di attualità, che inevitabilmente emergono in una classe in cui il dialogo è sempre aperto e che più difficilmente vengono sollevati durante un collegamento in classi virtuali. Credo che la d.a.d. sia anche una palestra di allenamento all’autonomia e all’autogestione. Noi cerchiamo di assegnare compiti o svolgiamo interrogazioni in videoconferenza ma ovviamente verificare che il lavoro sia tutto ” farina del loro sacco ” è difficile. Ecco perché in tal senso ha un ruolo fondamentale il senso di responsabilità dei ragazzi e l’importanza che danno alla loro formazione. Certamente vedendosi vietata qualsiasi attività fuori casa hanno più tempo da dedicare allo studio e io personalmente in tal senso registro maggiore cura nei lavori e maggiore puntualità nelle consegne. Quindi immagino che la scuola in questo momento sia per loro anche un rifugio, un qualcosa su cui concentrarsi, un punto fermo in un momento di confusione.  

Alla luce delle recenti dichiarazioni di alcune autorità governative (che paventano la possibilità di una chiusura delle scuole fino a Settembre) quali sono le alternative che come insegnanti vi si prospettano dinnanzi? Riuscirete a spiegare tutto il programma o verranno fatti dei tagli/modifiche? 

Noi della scuola siamo coinvolti in un processo di continuo cambiamento e stiamo cercando e sperimentando nuove modalità per essere vicini ai ragazzi e per essere incisivi. Per il futuro non sappiamo nulla di certo, avendo una quinta sono un po’ preoccupata per la maturità e lo sono anche i ragazzi, noi lavoriamo dando il massimo poi vedremo cosa accadrà. Si parla di esami con commissione interna ma non si sa nulla di preciso. Certamente la didattica risente di tale situazione quindi i programmi effettivamente svolti facilmente non coincideranno con quelli progettati ad inizio anno ( si pensi anche a tutte le attività dentro e fuori aula sospese).

In ultimo, le domanderei se ha qualche messaggio che tiene a comunicare ai suoi alunni e alle loro famiglie del nostro territorio

Non ho particolari messaggi. Mi complimento con tutti gli studenti che hanno saputo affrontare questa emergenza con positività ed entusiasmo senza perdersi d’animo o demoralizzarsi e con gli insegnanti di tutte le età che stanno facendo tutto il possibile per non lasciare da soli i propri alunni. La scuola si è attivata in pochissimo tempo e credo di poter dire che lo ha fatto piuttosto bene. Si tratta di una realtà spesso bistrattata e che di certo presenta non pochi problemi ma in questo caso ha reagito e agito prontamente ed in maniera efficiente ed efficace per il bene degli studenti.